"Eco-chef" e agricoltori insieme per il "mangiar sano" "Conosci il tuo pasto", un progetto per garantire qualità e tracciabilità dei cibi

04/dic/2011 12.47.09 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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“Eco-chef” e agricoltori insieme per il “mangiar sano”
“Conosci il tuo pasto”, un progetto per garantire qualità e tracciabilità dei cibi
 
Il Manifesto dei cuochi “alleati dell’agricoltura sana e pulita” e una guida di ristoranti certificati: due “vademecum” indispensabili per un consumo alimentare consapevole. A Senigallia il 18 aprile la presentazione dell’iniziativa promossa in collaborazione con Cia e Imc.
 
Mangiare sano vuol dire sapere ciò che si mangia. È per questo che la rete di chef e di ristoratori certificati “Conosci il tuo Pasto” intende ricostruire il rapporto tra ristorazione e agricoltura, mirando a garantire una piena trasparenza sulla provenienza e sulla tracciabilità dei cibi. A questa esigenza risponde la pubblicazione del Manifesto di Eco-Chef alleati dell’agricoltura sana e pulita e della Guida dei ristoranti certificati, edita da Gourmadia Editore, che saranno presentati al pubblico lunedì 18 aprile nel corso di un evento organizzato dall’Istituto Mediterraneo di Certificazione (Imc) e dalla Confederazione italiana agricoltori presso la Rotonda a Mare di Senigallia (Ancona).
Due pubblicazioni -afferma la Cia- a cui il consumatore informato e consapevole non può rinunciare quando sceglie in quale ristorante consumare il proprio pasto. La guida permetterà di conoscere in anticipo il carattere distintivo dei ristoranti e la specifica offerta dei cibi che si andranno a consumare: un elenco dei ristoranti “premiati” per la qualità dei prodotti e per i metodi trasformazione riscontrati, infatti, ci orienterà nella scelta. Uno o più “galletti” contrassegnano il livello qualitativo dell’offerta di ogni ristorante, mentre è il numero di “foglie verdi” (da una a tre) a classificare le performance ambientali di ogni esercizio, di cui è stato valutato il meccanismo del sistema di fornitura degli alimenti. Il percorso dal campo alla tavola di ogni alimento, sarà misurato dal Kmok® e dal metodo di calcolo Eco Chef Food Print®, messi a punto dall’Istituto Mediterraneo di Certificazione (Imc) di Senigallia in collaborazione con il “Consorzio per la Ricerca e la formazione sulla sicurezza alimentare” (Rifosal) e un’equipe di esperti dell’Università della Tuscia di Viterbo.
“Il progetto di una Guida di ristoranti certificati, che guarda da una parte all’agricoltura di qualità -da qui la collaborazione con la Cia-Confederazione italiana agricoltori- e dall’altra al consumatore come parte attiva e consapevole vuole sottolineare proprio questo: quando si parla di cibo tutti, indistintamente, hanno diritto a partecipare al gioco della qualità, afferma Remo Ciucciomei amministratore dell’Istituto Mediterraneo di Certificazione, l’ente che certifica i ristoranti del circuito “Conosci il tuo Pasto”. L’elenco di ristoranti certificati sarà, quindi, uno strumento di garanzia di qualità sia per i consumatori sia per i produttori. “Le certificazioni rilasciate dal nostro Istituto -continua Ciucciomei- e illustrate nella Guida hanno proprio questo obiettivo: affiancare lo sforzo informativo del ristorante verso il consumatore, spiegare le diverse qualità degli alimenti, favorire la scelta da parte delle persone”.
Secondo Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, “ogni garanzia di qualità, di salubrità alimentare e di tracciabilità dei processi produttivi e di trasformazione degli alimenti rappresenta un valore sia per i consumatori che per gli agricoltori. Non è un caso -continua Politi- che come organizzazione professionale agricola abbiamo messo, da sempre, tra le priorità della nostra missione, la trasparenza in etichetta. Così come abbiamo operato per la realizzazione di ulteriori garanzie, come i marchi di tutela e le certificazioni connesse. In questo quadro, si inserisce la collaborazione con Imc e con le iniziative che sta intraprendendo, tutte indirizzate a tutela del consumatore consapevole e degli agricoltori che lavorano per la qualità”.
 
 

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