ARTE: BRACCIANO (RM), INAUGURATA LA MOSTRA "IL CULTO DEL DIO APOLLO A VICARELLO"

Alla cerimonia d'inaugurazione erano presenti: il Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala; la Responsabile di zona della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, Ida Caruso; l'Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Bracciano, Gianpiero Nardelli; il Direttore del Museo Civico, Cecilia Sodano; e Francesca Maletto del Consorzio Officina che ha curato il restauro dell'opera.

14/apr/2011 16.14.16 Ufficio Stampa Comune di Bracciano Contatta l'autore

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Inaugurata oggi al Museo Civico l’esposizione dell’opera.

E’ stata inaugurata questa mattina, presso il Museo Civico di Bracciano, la mostra “Il culto del dio Apollo a Vicarello” che segna il ritorno, fino a dicembre, della preziosa statua Apollo di Vicarello lì dove è stata rinvenuta. Un evento reso possibile grazie all’intenso lavoro congiunto dei funzionari del Comune di Bracciano e della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, che ha fatto sì che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali acconsentisse al prestito dell’opera d’arte che così, dopo molti anni, è nuovamente esposta al pubblico.

L’Apollo di Vicarello proviene dall’importante area archeologica delle terme romane Apollinares Novae presso Vicarello. Portata alla luce nel 1977, l’opera era ubicata all’interno di un ninfeo monumentale dell’antico centro termale sabatino. Secondo l’archeologa Laura Fabbrini, che ha compiuto uno studio dettagliato sulla statua nel 1993, l’Apollo potrebbe risalire alla prima metà del II secolo (circa al 130), datazione peraltro non condivisa da altri studiosi che propendono invece per una datazione più antica. Si tratta di un busto in marmo pentelico (quindi di provenienza greca) che raffigura un Apollo giovanile, senza barba, con mantello sulle spalle. L’opera, originariamente a figura intera, presenta forti analogie con l’Apollo del Belvedere, conservato nei Musei Vaticani. La figura del dio doveva essere alta circa due metri e, come si vede ancora oggi, aveva un mantello sulle spalle fermato da una fibbia circolare; il frammento della mano, che impugna un oggetto di forma cilindrica, fa ipotizzare che il dio potesse tenere una torcia, elemento iconografico spesso usato nelle sue raffigurazioni.

Alla cerimonia d’inaugurazione erano presenti: il Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala; la Responsabile di zona della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, Ida Caruso; l'Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Bracciano, Gianpiero Nardelli; il Direttore del Museo Civico, Cecilia Sodano; e Francesca Maletto del Consorzio Officina che ha curato il restauro dell’opera.

“Oggi viene premiato il lungo lavoro che è stato compiuto per avere di nuovo tra noi l’Apollo di Vicarello - ha spiegato l’Assessore Nardelli - un’impresa iniziata dalla precedente Amministrazione e proseguita da noi in una logica di continuità che, grazie anche al supporto della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, ci ha consentito prima il restauro dell’opera con fondi comunali e ora l’allestimento della mostra nel nostro Museo Civico che speriamo sia il preludio di una collocazione deifinitiva dell’Apollo”. Della continuità dell’intervento fra l’Amministrazione precedente e quella attuale ha parlato anche il Sindaco Sala, sottolineando come, nonostante la crisi, il Comune di Bracciano investa sulla tutela e la valorizzazione delle bellezze del territorio e sulle attività culturali e ribadendo che “Dedicarsi a queste scelte costituisce un elemento qualificante per un’Amministrazione e speriamo che si continui a farlo anche nel futuro”.

La dott.ssa Caruso, dal canto suo, ha espresso la soddisfazione della Soprintendenza per il lavoro di restauro e valorizzazione che è stato effettuato sull’opera che testimonia l’importanza del sito archeologico di Vicarello. Ha poi ricordato come l’Apollo rappresenti un ulteriore tassello per la valorizzazione del Museo Civico di Bracciano e ha auspicato che questa possa essere la sua collocazione definitiva.

La dott.ssa Maletto ha invece descritto nel dettaglio l’accurato lavoro di restauro che è stato effetuato. La statua, infatti, originariamente era collocata sulla sommità di una fontana e l’acqua termale, ricca di calcare e zolfo, aveva fatto sì che la sua superfice si ricoprisse di depositi, producendo anche disomogeneità cromatiche. Dall’analisi dell’opera è anche emerso come la statua fosse stata, in passato, oggetto di altri interventi di restauro.

Anche l’allestimento dell’esposizione è stato oggetto di un’attenta analisi, come ha ricordato la direttrice del Museo, Cecilia Sodano: “Considerando che sarebbe stato difficile riprodurre il contesto espositivo originale dell’opera, posta in alto sulla sommità di una fontana, si è optato per una visione ravvicinata e frontale che valorizza la statua che poggia su un piedistallo di metallo progettato con il supporrto dell’Ing. Accorsi. Il restauro e l’esposizione dell’Apollo - ha aggiunto - costituiscono un’occasione preziosa in quanto è in atto un progetto per la valorizzazione dell’area archeologica di Vicarello ed è quindi importante che il Museo Civico di Bracciano, naturalmente vocato ad accogliere l’Apollo, possa dare informazioni su di esso e sull’area in cui è stato ritrovato”.

Per maggiori informazioni: www.comune.bracciano.rm.it (sezione “Offerta culturale”, “Museo civico”); museo@comune.bracciano.rm.it - museocivico@novamusa.it; tel. 06.99805106.

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