Agricoltura: bene gli "Stati generali". Confermata la validità della proposta Cia. Servono scelte condivise per un nuovo progetto di sviluppo

19/apr/2011 11.49.18 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: bene gli “Stati generali”. Confermata
la validità della proposta Cia. Servono scelte
condivise per un nuovo progetto di sviluppo
 
Il presidente Giuseppe Politi condivide l’iniziativa annunciata dal ministro Saverio Romano. “Fin da luglio 2004 la nostra Confederazione, con l’indicazione di una Conferenza nazionale, aveva sottolineato l’esigenza di un alto confronto sui problemi del mondo agricolo”. Davanti alle difficoltà delle imprese e alle sfide cruciali, a cominciare dalla riforma Pac post 2013, occorrono politiche realmente incisive.
 
“Dal luglio del 2004 sosteniamo l’esigenza di un confronto serio e articolato per delineare un organico progetto di sviluppo e competitività nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumersi le proprie responsabilità, impegnandosi a realizzarlo. Una Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale che rappresenta la tappa ideale per dare una svolta positiva all’intero settore. Ecco perché apprezziamo e condividiamo la proposta del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Saverio Romano degli ‘Stati generali’ dell’agricoltura, per poter offrire a livello comunitario -come ha evidenziato- una proposta nazionale unitaria ed evitare inutili frammentazioni”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
“La dichiarazioni del ministro -ha aggiunto Politi- confermano le nostre tesi. L’agricoltura è un settore strategico a livello globale e va, quindi, tutelato e valorizzato. Per questo motivo serve subito un progetto di politica agraria. La nuova situazione nella quale il settore si trova costretto ad operare, le difficoltà economiche, il calo dei redditi e la crescita dei costi delle imprese, gli effetti della globalizzazione, le ripetute tensioni sui mercati mondiali, la riforma della Pac post 2013, la presenza di nuovi e più agguerriti competitori, le mutate esigenze dei consumatori, la mancanza di chiare ed efficaci scelte di politica economica rivolte al sostegno del mondo agricolo, impongono scelte rinnovate e condivise”.
“Chiamarla Conferenza nazionale o ‘Stati generali’ dell’agricoltura per noi non è assolutamente un problema. L’importante -ha rimarcato il presidente della Cia- è mettere tutti intono ad un tavolo e affrontare le questioni. E’ un’opportunità importante e va sostenuta e incoraggiata. Eludere il confronto e la discussione è sbagliato. Invece, bisogna impegnarsi perché il dialogo sia serrato e costruttivo in modo da individuare le strade opportune di un effettivo sviluppo”. 
“Dobbiamo progettare l’agricoltura del futuro. E per questo -ha sottolineato Politi- diciamo basta a provvedimenti sporadici e ad azioni scollegate. Siamo contro politiche riduttive e diciamo un fermo ‘no’ alla logica del declino. Noi siamo per lo sviluppo e per politiche di ampio respiro. Abbiamo più volte sostenuto che l’agricoltura non è allo sbando; tanto meno gli agricoltori hanno ‘tirato i remi in barca’ e rinunciato ad essere imprenditori. Vogliono soltanto essere messi nelle condizioni di operare con efficacia, di competere seriamente sui mercati”.
“Per tale ragione, fin da adesso riconfermiamo -ha concluso il presidente della Cia- tutto il nostro impegno e la nostra collaborazione, affinché un alto confronto sull’agricoltura si possa svolgere nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi, dando risultati concreti e fornendo ai produttori agricoli le risposte che attendono”.
 
 
 

 

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