Consumi: il pranzo di Pasqua è "casalingo" per 3 italiani su 5

Consumi: il pranzo di Pasqua è "casalingo" per 3 italiani su 5 Secondo la Cia, il menù di casa per il 24 aprile costerà in media 155 euro a famiglia, con un incremento sul 2010 del 3,3 per cento.

21/apr/2011 13.45.39 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Consumi: il pranzo di Pasqua è “casalingo” per 3 italiani su 5
 
Secondo la Cia, il menù di casa per il 24 aprile costerà in media 155 euro a famiglia, con un incremento sul 2010 del 3,3 per cento. La spesa complessiva è stimata intorno a 1,4 miliardi di euro. Sulle tavole degli italiani “spariranno” in poche ore circa 260 mila tonnellate di carne di agnello.
 
 
        Il pranzo di Pasqua si fa a casa. La pensano così tre italiani su cinque, che quest’anno festeggeranno il 24 aprile tra le mura domestiche. Con una spesa complessiva di 1,4 miliardi di euro. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in base alle rilevazioni compiute lo scorso fine settimana.
        In particolare -spiega la Cia- il menù per imbandire la tavola di Pasqua costerà in media 25,83 euro a persona, per un totale di 155 euro per famiglia. Rispetto al 2010, si tratta di un aumento del prezzo della spesa del 3,3 per cento.
         Ovviamente, protagonisti della tavola saranno i piatti della tradizione culinaria, a partire dal classico agnello. Arrostito, “brodettato”, al sugo o in bianco, con le patate o con “cacio e ova”, l’agnello è un “must” del pranzo di Pasqua. Solo domenica -ricorda la Cia- se ne mangeranno circa 260 mila tonnellate, bruciando in poche ore circa il 50 per cento del consumo totale annuo di carne ovina.
        E non mancheranno neppure le torte tipiche, sia salate che dolci, per tutti i gusti e per tutte le regioni. Si va dal “Casatiello” alla “Pastiera” napoletana, dalla Pizza dolce di Pasqua del Lazio alla “Schiacciata” toscana, dalla “Fugassa” veneta alla “Torta pasqualina” della Liguria, dal “Currucolo” e dalle “Scarcelle” pugliesi alla “Pignolata” calabrese, dalla “Casadina” della Sardegna alle “Cassatelle siciliane”. Dolci tradizionali che il 65 per cento delle famiglie italiane preparerà a casa, con un risparmio del 40 per cento sullo stesso prodotto industriale.
        Sul fronte delle nuove tendenze, infine, la Cia segnala la sempre maggiore diffusione della “Pasqua vegetariana”, che quest’anno dovrebbe movimentare oltre 200 milioni di euro. Infatti, accanto ai menu tradizionali della Pasqua italiana, fortemente basati sulla carne, cresce l’esigenza di proporre, soprattutto negli esercizi di ristorazione, una scelta diversa con piatti a base vegetale, come lo strudel di verdure o i carciofi ripieni, che sono diventati il simbolo della Pasqua alternativa.

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