Parmalat: garanzie per il latte italiano Tutela e certezze per i nostri allevatori

Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla vicenda Parmalat e soprattutto alla notizia del lancio dell'Opa (Offerta pubblica di acquisto) da parte di Lactalis, il gruppo francese azionista di maggioranza dell'azienda agroalimentare di Collecchio.

26/apr/2011 12.43.16 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Parmalat: garanzie per il latte italiano
Tutela e certezze per i nostri allevatori
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene sull’Opa lanciata da Lactalis. Dispiace che l’agroalimentare “made Italy” finisca pezzo dopo pezzo in mano straniera.
 
“L’obiettivo prioritario resta quello della salvaguardia degli interessi degli allevatori e con esso la difesa del latte italiano e della sua giusta remunerazione alla stalla”. Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla vicenda Parmalat e soprattutto alla notizia del lancio dell’Opa (Offerta pubblica di acquisto) da parte di Lactalis, il gruppo francese azionista di maggioranza dell'azienda agroalimentare di Collecchio.
“Quella di Lactalis è un’iniziativa -ha aggiunto Politi- che scompiglia le carte in tavola. Il provvedimento varato dal governo nei giorni scorsi non ha minimamente scalfito le intenzioni dei francesi che si accingono ormai ad avere il controllo della Parmalat, viste le difficoltà che si stanno riscontrando per costituire una cordata italiana. E tutto ciò dimostra ancora una volta la mancanza di un’efficace politica in campo agroalimentare”.
“Il gruppo Lactalis ha riaffermato anche in questa occasione la propria volontà di sviluppare il piano nel rispetto dell'italianità della Parmalat, mantenendo la sede in Italia, salvaguardando gli assetti produttivi, i dipendenti e la filiera italiana del latte, nell'interesse dell'economia del territorio. Non mettiamo certo in discussione -ha sostenuto il presidente della Cia- le affermazioni dei francesi, ma quello che ci rammarica è che il nostro agroalimentare parla sempre meno italiano. Basta vedere quello che è accaduto negli ultimi anni per capire la situazione. Tanti gloriosi e importanti marchi ‘made in Italy’ sono finiti in mano degli stranieri”.
“Davanti a questi nuovi sviluppi -ha rimarcato Politi- non possiamo che ribadire l’esigenza di dare reali certezze ai nostri produttori zootecnici da latte. Il settore, del resto, sta vivendo una fase molto complessa e carica di grandi difficoltà, come confermato dalla discussione comunitaria e dalle legittime manifestazioni degli allevatori che si sono svolte”.
“L’attenzione che come Cia stiamo rivolgendo ai problemi che stanno caratterizzando il gruppo di Collecchio -ha affermato Politi- è, quindi, dettata dall’esigenza di tutelare l’italianità delle produzioni dell’azienda. E ciò in considerazione del fatto che proprio la Parmalat è una delle imprese leader della produzione di latte alimentare che arriva sugli scaffali del nostro Paese”.
“In attesa degli sviluppi dell’intera vicenda, auspichiamo -ha concluso il presidente della Cia- che anche per quanto riguarda il provvedimento sull’etichettatura d’origine si possa passare al più presto ad una concreta attuazione che permetta finalmente ai consumatori di conoscere l’origine dalla materia prima. E questo non è solo un vantaggio per i cittadini, ma un’effettiva tutela del lavoro e del reddito dei nostri allevatori”.
 

 

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