Inflazione: il "caro-benzina" arriva a tavola. Anche sui campi crescono soltanto i costi

Ma non è la materia prima a "pesare" di più: sugli aumenti al supermercato incidono soprattutto le spese di trasporto, visto che i prodotti, dal campo alla tavola, viaggiano su strada nell'85 per cento dei casi.

29/apr/2011 13.29.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Inflazione: il “caro-benzina” arriva a tavola. Anche sui campi crescono soltanto i costi
 
I prezzi dei carburanti lievitano -ricorda la Cia- e i rincari pesano sulla busta della spesa. Le imprese agricole restano in grande difficoltà: s’impennano le spese produttive.
 

        Il “caro-benzina” tiene alti i prezzi alimentari e costringe una famiglia su tre a tagliare sul carrello della spesa. Il primo trimestre dell’anno, infatti, fa segnare un’ulteriore flessione dello 0,5 per cento dei consumi alimentari, che segue il trend negativo già registrato nel 2010 (meno 0,6 per cento). Ma non è la materia prima a “pesare” di più: sugli aumenti al supermercato incidono soprattutto le spese di trasporto, visto che i prodotti, dal campo alla tavola, viaggiano su strada nell’85 per cento dei casi. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
         L’impennata di benzina e gasolio, che non accenna ad arrestarsi, continua quindi a infiammare i listini al dettaglio e spinge in alto l’inflazione -spiega la Cia-. Ad aprile i prezzi degli alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano rispetto a marzo dello 0,1 per cento, evidenziando una lieve accelerazione del tasso tendenziale, che sale al 2,3 dal 2,2 per cento del mese precedente. In particolare, i prezzi dei prodotti lavorati crescono dello 0,3 per cento su base congiunturale e dell’1,8 per cento rispetto ad aprile 2010, mentre i prezzi dei prodotti non lavorati diminuiscono dello 0,5 per cento sul mese e salgono al 2,9 per cento sull’anno.
        La conseguenza più immediata è la “dieta” a tavola -aggiunge la Cia-. Gli italiani modificano il menù quotidiano e rinunciano al pane (meno 2,1 per cento nel 2010), alla pasta (meno 1,8 per cento), alla carne rossa (meno 4,6 per cento) e al pesce (meno 2,9 per cento), alla frutta (meno 1,8 per cento) e anche al vino da tavola (meno 2,1 per cento).
        Ma gli effetti del “caro-petrolio” si fanno sentire anche sull’agricoltura. Solo a febbraio le imprese del settore hanno dovuto fare i conti con rincari del carburante superiori al 6 per cento. In pochi mesi -osserva la Cia- il gasolio agricolo è, infatti, passato da 50 centesimi a più di un euro al litro. Per le imprese si tratta di un incremento insostenibile, visto che il gasolio è “re” nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento di serre e stalle ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici, a partire dai trattori. E si fa indispensabile proprio in questi mesi primaverili, visto che da aprile a giugno ci sono le operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta.

______________________________________
Settore Comunicazione e Immagine
CIA- Confederazione italiana agricoltori
Via Mariano Fortuny, n. 20
00196-ROMA
Tel. 06-3227008
Fax 06-3208364
E-mail: cia.informa@cia.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl