Pac: "no" a limitazioni di finanziamenti per le piccole aziende agricole. Contrari anche a un "tetto" per le grandi Sostegni certi a chi vive realmente di agricoltura

05/apr/2011 13.22.21 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pac: “no” a limitazioni di finanziamenti per le piccole
aziende agricole. Contrari anche a un “tetto” per le grandi
Sostegni certi a chi vive realmente di agricoltura
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: non si possono accettare discriminazioni. Va sostenuta e tutelata l’azione che svolgono centinaia di migliaia di agricoltori sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale e ambientale. Ribadita la netta opposizione alle rendite fondiarie.
 
               “Più volte abbiamo sostenuto che la futura Pac dovrà porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Per questa ragione, nell’ambito dei criteri di distribuzione dei finanziamenti Ue, siamo contrari a limitazioni per le piccole aziende e ai tagli per le grandi, indipendentemente dalle loro scelte imprenditoriali. Bisogna, infatti, dare risposte certe, interventi concreti e misure propulsive ai veri agricoltori. Con la riforma si dovrà, quindi, concentrare la massima attenzione sul reddito dei produttori e destinare più risorse per il comparto e sostegni a chi vive realmente di agricoltura”. Lo ha sottolineato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, in merito al dibattito che si è aperto in Italia sull’ipotesi, rilanciata dal commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos, di un “tetto”massimo per gli aiuti diretti alle imprese.
               “Allo stesso modo ribadiamo la nostra netta contrarietà -ha rimarcato il presidente della Cia- a limitare gli aiuti alle piccole aziende agricole, come proposto di recente dalle tre centrali cooperative italiane. Sarebbe un’assurda discriminante. La nostra agricoltura è importante per la sua grande e frastagliata realtà produttiva, per un sistema radicato sul territorio e per l’azione che svolgono centinaia di migliaia di agricoltori sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale e ambientale”.
               "Francamente, non riesco a comprendere la presa di posizione delle centrali cooperative -ha dichiarato Politi- che non condivido nel merito, ma anche sulla opportunità e titolarità della cooperazione”.
          “In diverse occasioni abbiamo affermato che -ha rilevato Politi- la Cia vuole sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendita fondiaria. Va superata l’anomalia della Pac che concentra l’80 per cento del sostegno sul 20 per cento delle aziende e riserva il regime di aiuti ai beneficiari storici. Abbiamo, comunque, sostenuto che il sostegno della Pac finalizzato all’innovazione e allo sviluppo delle aziende deve essere separato da altre forme di sussidio a finalità sociale. Una politica di integrazione di reddito e ammortizzatori sociali è necessaria in agricoltura per tutelare le aziende più deboli, garantire il mantenimento delle attività agricole nelle aree meno produttive e favorire il ricambio generazionale. Essa è cosa diversa rispetto a politiche a sostegno delle imprese”.
Da questo punto di vista, i pagamenti diretti agli agricoltori, pur necessari in futuro, dovranno costituire -ha concluso il presidente della Cia- un livello base e stabile di reddito ed essere legati alla produzione congiunta di beni alimentari e beni pubblici ambientali”.
 
 
 

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