ComSt - Marino, Caracci: Palozzi nel 2008 diceva che il Prg era ‘eccessivo’. Perché allora ha fatto altre 19 varianti in questi 5 anni?

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13/mag/2011 12.03.42 Ufficio Stampa Punto a Capo Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA
Marino, Caracci: Palozzi nel 2008 diceva che il Prg era ‘eccessivo’. Perché allora ha fatto altre 19 varianti in questi 5 anni?
C’è voluta una buona dose di faccia tosta da parte dell’attuale Sindaco Palozzi  per entrare con il suo materiale di propaganda elettorale nelle case di ogni famiglia marinese e raccontare, riguardo le note questioni urbanistiche locali, di non avere colpe e di essersi soltanto limitato ad attuare la variante generale al PRG voluta dalla sinistra.
Già in altre occasioni il campione dei moderati marinesi si era cimentato nel rimpallo delle responsabilità su questo delicato tema. In un comunicato stampa diramato il 28 agosto 2008, circa l’atteggiamento della Commissione urbanistica del Consiglio regionale del Lazio, all’indomani della presa di posizione dell’Assessore regionale Montino sulle vicende marinesi, rese nota la lettera inviata al Presidente della predetta Commissione urbanistica regionale, On. Claudio Moscardelli con la quale ebbe a dichiarare: “Ormai è chiaro a tutti, spero anche a Lei, signor Presidente, che a Marino negli ultimi due anni si è solo attuato scrupolosamente il Piano Regolatore peraltro ereditato dalla precedente Amministrazione. Alla pari l'Amministrazione comunale, ritenendo decisamente eccessivo essa stessa lo strumento urbanistico vigente, ha deciso, di comune accordo con la Regione Lazio, di procedere all'individuazione della possibilità di trovare soluzioni alternative nell'espletare le pratiche relative alle concessioni edilizie ancora da rilasciare in particolare nella zona centrale di Santa Maria delle Mole”.
Ma allora, se già nel 2008 Palozzi riteneva decisamente eccessivo lo strumento urbanistico vigente, PERCHE’ IN QUESTI CINQUE ANNI la sua maggioranza ha aggiunto a tali catastrofiche previsioni BEN 19 NUOVE VARIANTI con un incremento, tra residenziale e servizi, di circa 475 mila metri cubi di cemento?
In piena “zona cesarini”, per usare un termine calcistico, a ridosso del voto del 15 e 16 maggio prossimi, ritengo doveroso che i cittadini di Marino sappiano a quali rischi vanno incontro se dovessero riconfermare la cosiddetta Giunta del fare, quella che nasconde la reale portata dei danni ulteriormente prodotti in questi anni al territorio. Una Giunta che da una parte partecipa ai convegni pre-elettorali del Consorzio per la tutela dei vini di Marino e dall’altra “stinca” vigne a tutto spiano per piantarvi piloni di cemento armato; quella che dal 2007 ad oggi ha incassato la bellezza di 12.071.118,15 euro, (sì proprio così, ventiquattro miliardi di vecchie lire) a seguito delle concessioni edilizie rilasciate e che invece di realizzare opere pubbliche durature, quali parcheggi, centri culturali, sportivi e via dicendo per rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più in crescita, ha speso, o meglio ha sperperato, gran parte delle risorse in oltre 600 discutibili cottimi fiduciari per interventi di facciata o di puro restyling onde dimostrare, nel deserto dei tartari della politica marinese, la sua concretezza. 
Ma è questo di cui ha bisogno la città? Cosa rimarrà dopo l’ubriacatura generale quando le risorse finanziarie scarseggeranno e, per rispettare il patto di stabilità imposto dalle regole comunitarie, saremo costretti a fare i conti con la mancanza di fondi per rispondere alle esigenze di un territorio carente di luoghi di aggregazione, di cultura e di spazi sociali?
 Personalmente, tra le favole di Palozzi e quella di Esopo credo più a quest’ultima e, dopo il tanto ed inutile cicalare di questi anni, temo saremo costretti come le formiche a rimboccarci le maniche per salvare quello che resterà di questa nostra povera città nel tentativo di trasmettere alle future generazioni gli elementi identificativi che hanno fatto la sua storia.
Sandro Caracci
Marino, 13 maggio 2011

Info: Sandro Caracci 3407417349 – www.sandrocaracci.it
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