Più agricoltura per dare cibo al mondo. Anche la nuova Pac deve tenere conto delle esigenze di un miliardo di persone che soffre fame e povertà

Anche la nuova Pac deve tenere conto delle esigenze di un miliardo di persone che soffre fame e povertà Il presidente della Cia Giuseppe Politi, in occasione dell'incontro di Romano Prodi con la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sottolinea l'esigenza di politiche che sostengano gli agricoltori, garantiscano accesso al terra e al credito, permettano di riequilibrare i mercati.

Persone Mariano Fortuny, Cia Giuseppe Politi, Pac
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25/mag/2011 14.48.32 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Più agricoltura per dare cibo al mondo. Anche la nuova Pac deve tenere conto delle esigenze di un miliardo di persone che soffre fame e povertà
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, in occasione dell’incontro di Romano Prodi con la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sottolinea l’esigenza di politiche che sostengano gli agricoltori, garantiscano accesso al terra e al credito, permettano di riequilibrare i mercati.
 
“Più agricoltura per sfamare il mondo. Anche la nuova Pac post 2013 deve tenere conto delle esigenze di un miliardo di persone che vive nella fame e nella povertà. E, quindi, l’agricoltura europea deve essere sostenuta per affrontare la crisi alimentare e la crescente domanda di cibo. È un obiettivo evocato (il G8 del luglio 2009), spesso considerato implicito, quasi mai sostenuto da coerenti scelte di governo. C’è l’esigenza di uno stabile sistema di sostegno della produzione agricola puntando su più produttività e capacità competitive, su un migliore funzionamento dei mercati così da assicurare un’autosufficienza strategica nelle principali produzioni e contribuire a soddisfare la crescente richiesta alimentare mondiale”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito all’incontro che Romano Prodi ha avuto oggi a Bruxelles con la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e durante il quale si è discusso di “Sicurezza alimentare, una sfida europea e mondiale”. Incontro al quale ha partecipato anche il presidente della Commissione Paolo De Castro e una delegazione della Cia.
“Condividiamo quanto affermato dal presidente Prodi -ha aggiunto Politi- poiché ha messo in evidenza che per combattere fame e povertà rurale occorrono efficaci ed adeguati progetti di sviluppo agricolo. Serve una politica internazionale realmente incisiva tesa a dare impulso e slancio al mondo agricolo, garantisca agli agricoltori l’accesso alla terra e al credito, permetta di riequilibrare i mercati. In questo contesto assume un’importanza cruciale l’azione delle organizzazioni agricole che possono dare forma ad una cooperazione in cui proprio lo sviluppo agricolo abbia un ruolo di primo piano e, nello stesso tempo, fare in modo che gli agricoltori siano coinvolti in modo diretto nelle strategie e politiche di carattere socio-economico”.
“L’agricoltura ha un’importanza vitale nelle economie dei paesi in via di sviluppo, per cui, una crescita del settore si traduce in un sensibile sviluppo del sistema economico nel suo complesso. Nelle economie basate sulla produzione agricola il settore, infatti, riveste un ruolo cruciale non solo per la sicurezza alimentare, ma anche -ha aggiunto il presidente della Cia- per il contributo che può dare in termini di progresso economico. Nelle economie a prevalenza agricola, l’agricoltura conta per circa un terzo della crescita economica totale e rappresenta una quota rilevante del prodotto interno”.
“Comunque, una strategia di riforma dell’agricoltura che punti all’incremento della sicurezza alimentare e ad una crescita della produttività agricola legata alla riduzione della povertà, deve porre al centro della propria azione -ha evidenziato Politi- i piccoli produttori, specialmente nelle economie basate sull’agricoltura”.
“Oltre ad avere come obiettivo il miglioramento dei sistemi agricoli locali e la crescita della produzione, i programmi di sviluppo agricolo a favore della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale -ha concluso il presidente della Cia- devono necessariamente tenere in considerazione anche gli aspetti relativi alla sostenibilità ambientale. Insieme all’inquinamento, i maggiori pericoli cui l’ambiente è sottoposto da modelli non sostenibili di sviluppo agricolo, sono l’eccessivo sfruttamento delle risorse idriche e della terra. La gestione dell’acqua è, pertanto, un elemento cruciale non solo per la salvaguardia dell’ambiente, ma anche per la stessa sicurezza alimentare”.
 
 

 

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