Salute: epidemia in Germania per i cetrioli spagnoli, no agli allarmismi. L'etichetta tutela il "made in Italy"

L'etichetta tutela il "made in Italy" La Cia avverte che nel nostro Paese non c'è alcun pericolo.

Persone Mariano Fortuny
Luoghi Italy, Spain, Germania
Argomenti music, linguistics, economics, painting

27/mag/2011 13.20.46 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Salute: epidemia in Germania per i cetrioli spagnoli, no agli allarmismi.  L’etichetta tutela il “made in Italy”
 
La Cia avverte che nel nostro Paese non c’è alcun pericolo. I controlli sono validi e la provenienza del prodotto è obbligatoria. Si potranno avere, invece, problemi per le esportazioni, visto che i tedeschi hanno messo al bando tutte le verdure e gli ortaggi freschi.
         
         "No" agli allarmismi. Nonostante l’Italia importi ogni anno poco meno di 10 milioni di chili di cetrioli dalla Spagna, non sussiste nessun pericolo per le nostre tavole. I controlli delle autorità preposte sono una garanzia. Non solo, l’etichetta - obbligatoria per i prodotti ortofrutticoli - tutela il “made in Italy” e permette ai consumatori un acquisto oculato e consapevole. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alla psicosi che si è diffusa in Germania per l’epidemia provocata dal batterio Ehec (noto con il nome di Escherichia coli) riscontrato, appunto, in partite di cetrioli provenienti dal paese iberico e che ha già causato vittime e numerosi intossicati.
         Ovviamente, l’allarme e la paura della popolazione tedesca può avere effetti negativi per le nostre esportazioni di ortaggi e verdure fresche in Germania, che lo scorso anno hanno raggiunto quota 500 milioni di euro. E questo perché -avverte la Cia- i tedeschi, a seguito dell’epidemia, oltre ai tanto amati cetrioli guardano con estrema diffidenza a tutti i tipi di ortaggi.
        E così i consumi stanno subendo un vero e proprio crollo: mense aziendali, grandi catene di fast-food, supermercati e panetterie hanno, infatti, messo al bando insalate e verdure crude. Un’esclusione che ha addirittura colpito le produzioni biologiche. Un panico che ha già avuto pesantissime conseguenze per gli agricoltori tedeschi e che sta praticamente bloccando le importazioni. E anche per il nostro agroalimentare, dunque, suona l’allarme.
        La Cia, quindi, invita gli italiani a non farsi contagiare da ingiustificate psicosi alimentari, come è purtroppo avvenuto negli anni passati. Emergenze (vedi Bse, aviari, “mozzarelle blu”, diossina) hanno determinato già crolli verticali e per l’agricoltura si sono tradotti in danni di miliardi di euro.

______________________________________
Settore Comunicazione e Immagine
CIA- Confederazione italiana agricoltori
Via Mariano Fortuny, n. 20
00196-ROMA
Tel. 06-3227008
Fax 06-3208364
E-mail: cia.informa@cia.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl