Batterio killer: sicure le nostre produzioni di verdure e ortaggi. Giusti rigorosi controlli. Ma la psicosi può danneggiare il "made in Italy"

30/mag/2011 13.24.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Batterio killer: sicure le nostre produzioni di verdure e ortaggi. Giusti rigorosi controlli. Ma la psicosi può danneggiare il “made in Italy”

La Cia sottolinea l’esigenza che sul problema dell’ Escherichia Coli l’Ue faccia al più presto chiarezza. Inutili allarmismi rischiano di avere pesanti conseguenze sul lavoro dei nostri agricoltori.

Le nostre produzioni di verdure e ortaggi sono sicure e sono facilmente identificabili dall’etichettatura d’origine che nell’ortofrutta è obbligatoria per legge. Finora in Italia non sono stati riscontrati casi di infezioni e i controlli sono rigorosi e funzionano. Per questo motivo vanno evitati ingiustificati allarmismi che, come è accaduto in altre vicende analoghe, hanno provocato pesanti conseguenze soprattutto per gli agricoltori. Tuttavia, rischia di pagare il “made in Italy”, visto che la Germania ha praticamente messo al bando i prodotti orticoli freschi e le nostre esportazioni del settore ammontano a circa 500 milioni di euro. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai casi di infezione da Escherichia Coli causati probabilmente da cetrioli spagnoli.
E’, comunque, importante non abbassare la guardia e tenere, invece, molto alta l’attenzione, evitando -avverte la Cia- pericolose psicosi. Il pericolo, infatti, è che l’intero comparto orticolo subisca effetti deleteri sia da un calo dei consumi, generato da paure infondate, che da blocchi delle importazioni che già si stanno registrando in vari paesi del Nord Europa.
A tal proposito la Cia ricorda che gli agricoltori italiani lavorano con grande serietà e producono all’insegna della sicurezza alimentare. Oltretutto, le nostre produzioni di ortofrutta vengono sottoposte a capillari controlli e sulle tavole arrivano prodotti genuini, di qualità e sicuri.
Da qui l’invito della Cia a fare al più presto chiarezza sull’intera vicenda. Il problema va affrontato dalle autorità competenti europee con la dovuta incisività per individuare in tempi rapidi la causa di questa infezione e per porre gli opportuni rimedi.
La Cia, infine, ricorda alcuni consigli ai consumatori: prima di acquistare un prodotto controllare bene l’etichetta d’origine e poi seguire le normali precauzioni igieniche.
 
 

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