Alimentare: sempre più urgente un "patto" tra agricoltura e grande distribuzione. Filiera più corta, meno costi, prezzi equi e trasparenza

Cosi il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta l'incontro tra il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Francesco Saverio Romano e i rappresentanti di alcune organizzazioni della Gdo.

Persone Mariano Fortuny, Nicolas Sarkozy, Francesco Saverio Romano, Cia Giuseppe Politi
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14/giu/2011 12.07.59 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimentare: sempre più urgente un “patto” tra agricoltura e grande distribuzione. Filiera più corta, meno costi, prezzi equi e trasparenza
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta positivamente l’incontro (annunciato durante la V Conferenza economica di Lecce) tra il ministro delle Politiche agricole Francesco Saverio Romano e alcuni rappresentanti della Gdo. Importante valorizzare le produzioni nazionali e favorire lo sviluppo dei territori. Quanto accaduto in Francia deve essere preso da esempio. Occorre un efficace sistema di “regolazione negoziata”.
 
“Un primo importante passo avanti. Ora bisogna lavorare con il massimo impegno per coinvolgere in un vero ‘patto di filiera’ tutta la grande distribuzione organizzata, in modo che si instauri un rapporto nuovo e realmente costruttivo con il mondo agricolo”. Cosi il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta l’incontro tra il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Francesco Saverio Romano e i rappresentanti di alcune organizzazioni della Gdo.
“Apprezziamo l’iniziativa del ministro Romano, che avevamo commentato positivamente subito dopo l’annuncio fatto proprio durante la nostra V Conferenza economica di Lecce. D’altra parte, come Cia -ha aggiunto Politi- da tempo avevamo chiesto al governo, sulla base di quanto è avvenuto, per esempio, in Francia, l’attivazione di un Tavolo di confronto tra agricoltura e Gdo, in maniera da organizzare al meglio una filiera agroalimentare sempre più corta, rendere più trasparenti i meccanismi di formazione del prezzo, evitare speculazioni ed eccesso di posizione dominante”.
“Nelle passate settimane -ha rimarcato il presidente della Cia- avevamo evidenziato, al fine di un più stretto rapporto di filiera, la necessità di un efficace sistema di ‘regolazione negoziata’, nel quale le imprese e le sue rappresentanze concordino apertamente e con il concorso delle amministrazioni pubbliche alcuni principi e disposizioni, da applicare poi nei contratti”.
“D’altronde, in tale direzione si muove anche l’Unione europea (il cosiddetto ‘pacchetto latte’, le proposte avanzate nel Forum di alto livello per la catena alimentare, la bozza di Direttiva Barnier contro le speculazioni nel commercio delle materie prime e contro gli abusi di mercato), tenendo conto -ha sostenuto Politi- che il problema non deve essere affrontato soltanto nei periodi di crisi, come quelli che stiamo attraversando. La ‘regolazione negoziata’ ha, invece, valenza strategica generale e potrà anche favorire la trasparenza, la qualità, le produzioni nazionali e lo sviluppo dei territori”.
“Per questo motivo è significativa l’apertura di un tavolo tecnico, annunciata dal ministro Romano al termine dell’incontro con i rappresentanti della Gdo. Da esso potrà svilupparsi un confronto serio nel quale gettare le basi per un accordo che risponda alle esigenze di tutti, in particolare dei produttori agricoli, oggi alle prese con pesanti difficoltà, e dei consumatori che possono acquistare a prezzi più equi”.
“Quanto è avvenuto in Francia è un modello da imitare e possibilmente da migliorare. E’ tempo che anche da noi -come ha fatto il presidente Nicolas Sarkozy, che si è impegnato personalmente in quanto ritiene il rapporto nella filiera agroalimentare un argomento assolutamente strategico- si affronti la questione con la dovuta incisività. Finora -ha concluso il presidente della Cia- se ne è parlato poco e male. Un primo tassello è stato messo. Facciamo in modo che si possa costruire qualcosa di concreto. E i prossimi ‘Stati generali’ possono rappresentare un momento importante per arrivare ad un valido patto.”
 

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