Agricoltura: d'accordo con Ocse e Fao. Subito politiche di sviluppo. Mercati più trasparenti per combattere volatilità dei prezzi e speculazioni

17/giu/2011 13.18.57 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: d’accordo con Ocse e Fao. Subito
politiche di sviluppo. Mercati più trasparenti
per combattere volatilità dei prezzi e speculazioni
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi commenta il rapporto 'Agricultural outlook'. Nelle strategie da portare avanzi porre al centro i piccoli produttori agricoli. Il prossimo “G20” agricolo deve tenere conto delle indicazioni venute dal “G120” degli agricoltori.
 
“Condividiamo l’analisi e le preoccupazioni Ocse-Fao. La volatilità dei prezzi delle materie prime agricole, la speculazione e la mancanza di politiche adeguate per sviluppare l’agricoltura possono avere effetti devastanti sulla sicurezza alimentare del Pianeta e sull'economia in senso più ampio, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati. Siamo, quindi, d’accordo sull’esigenza di una strategia che permetta di riequilibrare i mercati, ma soprattutto consenta di accrescere gli investimenti agricoli nei paesi più poveri”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a commento del rapporto 'Agricultural outlook', elaborato, appunto da Ocse e Fao e che contiene le previsioni per i mercati agricoli nel periodo 2011-2020.
“Nel corso del 2010 e nei primi mesi del 2011, come abbiamo avuto modo di affermare nella recente V Conferenza economica della Cia a Lecce, è proseguito il rincaro delle materie prime agricole i cui indici hanno superato i picchi registrati nella metà del 2008. Il ritorno alle tensioni inflazionistiche rappresenta -ha rimarcato Politi- un fattore di rischio comune a tutte le economie”.
“Siamo, comunque, convinti che -ha sostenuto il presidente della Cia- una riforma dell’agricoltura che punti all’incremento della sicurezza alimentare e alla crescita della produttività agricola legata alla riduzione della povertà, deve necessariamente porre al centro i piccoli produttori, specialmente nelle economie basate sull’agricoltura. Tradurre in pratica il potenziale che la produzione agricola ha nel ridurre la povertà e la malnutrizione dipende, in gran parte, da quanto è possibile coinvolgere proprio i piccoli produttori in attività produttive e remunerative, sia all’interno che all’esterno dell’impresa agricola. A conferma di quanto potrebbe pesare in termini di impatto il contributo dei piccoli agricoltori, è sufficiente rilevare che i piccoli produttori rappresentano il 90 per cento della povertà rurale, con 500 milioni di piccoli produttori da meno 2 ettari ciascuno”.
“Più volte, del resto, abbiamo evidenziato che -ha aggiunto Politi- con più agricoltura si sfama il mondo. E più agricoltura significa sviluppare politiche e strategie che permettano di affrontare e vincere la sfida posta da fame e povertà, in cui, appunto, i piccoli agricoltori possono svolgere un ruolo di veri protagonisti”.
”Davanti agli ultimi drammatici dati, che parlano di oltre un miliardo di affamati nel mondo, non si può restare insensibili. Occorre avviare al più presto uno sviluppo agricolo che, oltretutto, non permette solo di contrastare efficacemente la fame, la malnutrizione e la povertà, ma può avere un impatto molto positivo e rilevante sull’economia delle aree rurali”.
“C’è, dunque, la necessità -ha concluso il presidente della Cia- di una politica internazionale realmente incisiva tesa a dare impulso e slancio al mondo agricolo. In questo contesto assume un’importanza cruciale l’azione delle organizzazioni agricole che possono dare forma ad una cooperazione in cui proprio lo sviluppo agricolo abbia un ruolo di primo piano e, nello stesso tempo, fare in modo che gli agricoltori siano coinvolti in modo diretto nelle strategie e politiche di carattere socio-economico. Nostro auspicio è che il prossimo ‘G20’ agricolo di Parigi possa dare positivi risultati, tenendo conto delle indicazioni che sono emerse dal ‘G120’ degli agricoltori, dove -presente il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy- la nostra confederazione ha partecipato e illustrato le sue proposte” .
 

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