Agricoltura: il G20 rimetta il settore al centro delle politiche mondiali

Agricoltura: il G20 rimetta il settore al centro delle politiche mondiali Nel giorno di apertura del vertice di Parigi, il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede più agricoltura per sfamare il mondo: è necessario stabilizzare i mercanti fermando le speculazioni sulle commodity e aumentare la produzione per rispondere alla crescente domanda globale.

Persone Mariano Fortuny
Organizzazioni G20 developing nations
Argomenti economics, agriculture

22/giu/2011 16.36.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: il G20 rimetta il settore al centro delle politiche mondiali
 
Nel giorno di apertura del vertice di Parigi, il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede più agricoltura per sfamare il mondo: è necessario stabilizzare i mercanti fermando le speculazioni sulle commodity e aumentare la produzione per rispondere alla crescente domanda globale.
 
 
        “Bisogna rimettere l’agricoltura al centro delle politiche europee e mondiali, valorizzando il suo contributo nella sfida all’approvvigionamento alimentare globale e nella lotta alla povertà e alla denutrizione dei Paesi in via di sviluppo”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, nel giorno di apertura dei lavori del G20 Agricoltura a Parigi.
        “Serve più agricoltura per sfamare il mondo -spiega Politi- ma per assolvere a  questo compito è necessario prima di tutto stabilizzare i mercati, contrastando le speculazioni finanziarie legate al commercio delle materie prime agricole. Un fenomeno immorale e vergognoso”.
        Ma non basta. “Per rispondere alla crescente domanda alimentare globale -continua il presidente della Cia- è fondamentale aumentare la produzione agricola nei paesi sviluppati come nel Sud del mondo, sia destinando nuove terre all’agricoltura sia incrementando la produttività”.
          Insomma, “soddisfare i bisogni di una popolazione che nel 2050 sarà di 9 miliardi di persone vuol dire aumentare gli investimenti nel settore primario, individuando allo stesso tempo una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi alimentari, adattare l’agricoltura ai mutamenti climatici, dare priorità alla disponibilità e all’uso efficiente dell’acqua, tutelare i redditi degli agricoltori”.
          “Si tratta di reinventare l’agricoltura mondiale in chiave sostenibile -conclude Politi- partendo dalle proposte contenute nella dichiarazione finale del G120, sottoscritta il 17 giugno da 120 organizzazioni agricole di 75 Paesi, tra cui per l’Italia anche la Cia”.

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