comunicato stampa

07/dic/2011 17.55.06 ufficio stampa casentino Contatta l'autore

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SI’ ALL’UNIONE DEI COMUNI, MA E’ IMPORTANTE CHE IL CASENTINO RESTI UNITO

Il Presidente di Uncem Toscana dalla Comunità Montana del Casentino ribadisce che la strada è stata tracciata ora bisogna lottare per a ricerca di nuove risorse che diano continuità al lavoro di questi anni per mantenere il presidio della montagna

 

“Il territorio casentinese con la nuova legge regionale, in fase di approvazione,  si trasformerà  in Unione dei Comuni mantenendo le deleghe,  la governance e la continuità con il lavoro fatto in questi lunghi anni”. Ha esordito così il Presidente di Uncem, Toscana Oreste Giurlani, intervenuto all’incontro coi i sindacati e  i dipendenti della Comunità Montana del Casentino martedì 12 Luglio.

Il presidente ha poi continuato sottolineando che: “I comuni sono i principali attori di questo cambiamento, siamo passati dalla mobilitazione alla presa di coscienza di essere loro i veri protagonisti. E’ importante in questa fase molto delicata per primi innovare e trasformare le comunità montane senza perdere l’esperienza e la continuità del lavoro fatto in questi 30 anni. I dati del Casentino parlano chiaramente con 20 milioni di movimenti l’anno con interventi di notevole rilevanza  sull’intero territorio”. Giurlani ha poi posto l’accento sul ruolo cardine che andranno a svolgere i sindaci “Prima la comunità montana era sentita come un ente calato dall’alto, i sindaci oggi hanno una maggiore responsabilità, sono gli attori in prima persona, solo loro possono mantenere e far valere l’identità del territorio. Una maggiore responsabilizzazione dei comuni che avrà come obiettivo di razionalizzare, questo anche nel principio della sussidarietà. E’ importante che tutti i comuni del Casentino aderiscano all’Unione, chi sta fuori deve motivare le proprie scelte basate sull’operato della comunità montana e non sulla politica”. Giurlani si sofferma in modo particolare sul fare infatti  dice “Sono preoccupato perché dal 2008 i trasferimenti statali tra quelli ordinari e il fondo per la montagna sono stati azzerati, in questi anni abbiamo lottato per il mantenimento delle risorse e per garantire servizi efficienti e  di qualità, questo ha permesso anche un ripopolamento della montagna. Il rischio è che ci sia un’inversione di tendenza, gli ultimi dati sui tagli ai servizi postali, alle scuole e ai trasporti sono preoccupanti. A questo punto chiedo ai sindaci di definire entro agosto il contenitore dell’Unione dei Comuni per poi tutti insieme fare una battaglia per la ricerca delle risorse e mantenere così vitale la montagna perché essa ha bisogno di risorse specifiche”.  Il presidente ha poi voluto sottolineare che “la trasformazione non è un cambio di targa, grazie al lavoro fatto siamo giunti a superare le comunità montane, ma resta la continuità di lavoro con l’ente montano, la differenza fondamentale è che si tratta di un ente dei sindaci che oltre alle funzioni associate dovrà entro il 2013 assumersi tutte le funzioni fondamentali dei comuni. Anche i dipendenti  possono trovare con il meccanismo delle funzioni associate nuove prospettive di carriera”.

 

Ufficio stampa Cmc 0575.507245

 

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