Olivicoltura: Cia e Cno tracciano il futuro del settore in vista della nuova Pac

14/lug/2011 12.02.30 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Olivicoltura: Cia e Cno tracciano il futuro del settore in vista della nuova Pac
 
Presentate oggi a Roma al Residence Ripetta le proposte per la tutela e lo sviluppo dell’olio d’oliva “made in Italy”. La nuova Politica agricola comunitaria dovrà mantenere il budget destinato al comparto, valorizzare la qualità del prodotto e rivolgere le risorse a quegli agricoltori che puntano sull’aggregazione. Gli interventi dei presidenti Giuseppe Politi, Gennaro Sicolo, Paolo De Castro e dell’assessore Dario Stefano.
 
Il futuro dell’olio è già qui. In previsione della riforma della Pac, la Cia-Confederazione italiana agricoltori e il Cno-Consorzio nazionale degli olivicoltori non perdono tempo e presentano una lista di proposte per la tutela e lo sviluppo del comparto oleario italiano. Si tratta di misure che puntano a migliorare la competitività delle imprese superando l’eccessiva frammentazione del settore, a concentrare l’offerta per ottenere una migliore collocazione del prodotto sul mercato, a valorizzare la produzione “made in Italy” a tutti i livelli.
Obiettivi e intenti che sono stati lanciati oggi a Roma nel corso del convegno “Olivicoltura, strategie e proposte per lo sviluppo del settore” e che partono tutti da un unico assunto: la filiera olio di oliva è fondamentale per il nostro Paese. In Italia, infatti, il comparto vale 6 miliardi di euro all’anno, di cui un miliardo realizzato grazie all’export, che è in costante crescita negli ultimi tempi. L'Italia è il secondo produttore a livello mondiale dopo la Spagna ed è leader assoluto per la qualità. Sono quasi 800 mila i produttori che da Nord a Sud sono impegnati nel sistema dell’olio di oliva.
“Il settore è fortemente internazionalizzato ed è assai dinamico -ha affermato il presidente del Cno Gennaro Sicolo-. Noi olivicoltori operiamo in un mercato aperto al contesto internazionale, con il 50 per cento della produzione mondiale oggetto di scambi. Il nostro è pure un settore in grande movimento, con i consumi mondiali che crescono a un ritmo annuo del 5 per cento e sono raddoppiati tra gli anni Novanta e il decennio successivo. L’Italia ha le carte in regola per cogliere le opportunità che si presentano, ma c’è bisogno di una decisa svolta, in termini produttivi e di equa remunerazione per i produttori agricoli”.
Per la Cia e il Cno è opportuno agire subito, con una sinergia nazionale tra i diversi attori della filiera, per presentare alla Comunità europea una posizione italiana condivisa, in vista delle modifiche per la nuova Pac post 2013.
“La risposta alle sfide future del comparto deve necessariamente trovarsi nell’aggregazione dell’offerta e nella valorizzazione del prodotto di qualità -ha detto il presidente della Cia Giuseppe Politi-. L’Italia ha dato vita alla cultura dell’olio extravergine di qualità legato al territorio e questa deve essere la chiave di azione prioritaria per la valorizzazione della nostra produzione. La Politica agricola comunitaria dovrà mantenere il budget destinato al settore, rivolgere le risorse a quegli agricoltori che si aggregano e si impegnano per lo sviluppo della competitività, attraverso l’innovazione e l’aumento della produzione di qualità”.
“Le indicazioni ufficiali che vengono da Bruxelles non sono tranquillizzanti sotto tale profilo -ha aggiunto Sicolo-. L’olivicoltura, in particolare, rischia di essere fortemente penalizzata”. Le proposte della Commissione non tengono conto ad oggi del ruolo ambientale e di valorizzazione del territorio che il settore svolge. Secondo Cia e Cno, la nuova Pac dovrà prevedere misure specifiche dedicate al mantenimento di questo tipo di olivicoltura.
Ma “alla Pac dovrà necessariamente accompagnarsi una politica settoriale nazionale, complementare agli interventi comunitari -ha concluso Politi- con misure rivolte all’innovazione produttiva, alla promozione, alla facilitazione dell’accesso al credito”.
Al convegno sono intervenuti, fra gli altri, il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro e il coordinatore degli assessori regionali all’Agricoltura Dario Stefano.
 

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