L'amianto di Oricola e Carsoli - Spiragli di soluzione?

22/lug/2011 19.14.12 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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L'amianto di Oricola e Carsoli

 

L'ex fornace Corvaia di Oricola è un enorme e fatiscente capannone industriale che suscita ripugnanza per l'aspetto di relitto e per lo scempio che arreca al verde paesaggio intorno; però non basta, c’è pure l’amianto, quello della peggior specie, sempre più deteriorato dalle aggressioni ambientali e sempre più dimenticato da tutti.


Ci troviamo per la precisione in Via L'Aquila, località Golfarolo, presso la Strada Statale Tiburtina Valeria e Via Spineta, Comune di Oricola, provincia dell'Aquila. Le adiacenze sono quelle di Carsoli, Pereto, ed altri centri abitati della Piana del Cavaliere, in Abruzzo.

 

Ma quest'amianto, oltre che deteriorato e dimenticato è pure e sempre più denunciato e respirato!

La vicenda è ben nota; l'età del manufatto è di almeno mezzo secolo! All'inizio degli anni novanta, quando l'amianto diventa fuorilegge in Italia, la fornace è già abbandonata e in rovina; ad allora risalgono le prime segnalazioni ed i primi rilievi sanitari e ambientali e già allora un lungo ed inutile iter amministrativo e/o giudiziario; tutto senza  esito, e il tempo passa.
Dal 2005 ai giorni nostri gli appelli, le denunce e le segnalazioni si moltiplicano e intensificano, il tempo passa ancora. La proprietà della struttura e dell'area inquinata, sorda e inadempiente agli obblighi di legge ed alle ordinanze del Comune, subisce il sequestro penale del sito, viene condannata in tribunale, si appella e, nonostante l’evidenza certificata e documentata dei più recenti esami e accertamenti di ASL e ARTA, l’appello viene accolto: il procedimento giudiziario migra dal Tribunale di  Avezzano alla Corte d'Appello dell’Aquila … e il tempo passa e passa ...

Quanto tempo dunque? Almeno vent'anni di amianto deteriorato, denunciato, dimenticato e respirato. Tortuosi percorsi di segnalazioni, esposti, denunce ... tra mille difficoltà, l’inerzia della "burocrazia", una collettività che non si indigna più di tanto e forse non sa nemmeno quanto rischia in salute, una rete di contatti molto estesa, i dirigenti degli enti, i giornalisti, i movimenti ambientalisti, i politici, i tempi si dilatano a dismisura; sono lungaggini burocratico-giudiziarie senza fine che si accompagnano a odiose ombre di complicità e negligenza. 

 

Spiragli di soluzione?

Il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, in relazione a questa vicenda, in data 12 luglio 2011 rende noto quanto segue

 “ il Prefetto dell’Aquila, interessato da questo Ufficio, ha riferito che la situazione del sito ex fornace Corvaia di Oricola è attentamente monitorata dalle Istituzioni locali, in particolare dal Comune, dall’ASL n° 1 e dalla Direzione Ambiente Turismo Energia – Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo, in funzione dell’attuazione degli interventi di cui all’art. 250 del D. lgs n ° 152/2006" (ndr: l'articolo citato riguarda la bonifica da parte dell'amministrazione)

Insomma sembra imminente (?) l’auspicato momento in cui la Pubblica Amministrazione eserciterà i poteri sostitutivi così da difendere finalmente salute pubblica e ambiente in questo pezzo di territorio gravemente devastato da pericolosi inquinanti e sospette lungaggini.

VEC

 

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