Agricoltura: l'impennata dei costi produttivi soffoca le aziende e allontana la ripresa

Agricoltura: l'impennata dei costi produttivi soffoca le aziende e allontana la ripresa.

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Argomenti economia, agricoltura, commercio

25/lug/2011 17.32.39 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: l’impennata dei costi produttivi soffoca le aziende e allontana la ripresa 
 
La Cia commenta i dati Ismea di giugno: “boom” mangimi e caro-energia rischiano di dare un colpo durissimo alle aziende, già oberate da oneri burocratici e contributivi e con redditi ridotti al minimo. Servono interventi urgenti per ridare fiato a un settore vitale dell’economia italiana.      
 
        I costi produttivi continuano a “zavorrare” le imprese agricole, soffocando le potenzialità e le risorse del settore. In particolare per mangimi, carburante ed energia i produttori sono costretti a pagare cifre sempre più elevate, che tolgono capitali destinati a investimenti, sviluppo e ricerca. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati sui costi agricoli diffusi oggi dall’Ismea.
        A giugno la spesa per l’alimentazione animale è schizzata a livelli record -sottolinea la Cia- toccando quota più 17,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010. Un colpo durissimo per gli agricoltori, che già devono vedersela con i rincari costanti di energia elettrica (più 7,1 per cento) e di carburante (più 6 per cento).
        Non bisogna dimenticare, infatti, che il gasolio agricolo è “re” nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento delle serre -ricorda la Cia- ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici, a partire dai trattori. E si fa indispensabile proprio in questi mesi in cui si avvicendano le operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Tutte pratiche che richiedono l’impiego di macchinari e, quindi, un grande utilizzo di carburante.
        Ecco perché ora è indispensabile agire con urgenza e pensare a una serie di misure “ad hoc”: l’agricoltura è un settore vitale per il Paese -ribadisce la Cia- ma combatte già con redditi in picchiata, oneri burocratici e contributivi in continua crescita e prezzi sui campi non ancora remunerativi. Adesso i rialzi incontrollati dei costi produttivi rischiano di dare al settore il colpo di grazia, costringendo molte imprese a chiudere. 
        Non basta l’esdebitazione per risolvere i problemi dell’agricoltura: nella manovra piuttosto -conclude la Cia- bisognava reintrodurre “l’accisa zero” sui carburanti, cancellata nel novembre 2009 e mai più inserita nonostante le promesse del governo. E poi agire sui mercati, riducendo i passaggi di filiera che allargano a dismisura la forbice tra i prezzi all’origine pagati al produttore e i prezzi al consumo.

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