Tabacco: positivo l'accordo tra Mipaaf e Sigaro Toscano

Tabacco: positivo l'accordo tra Mipaaf e Sigaro Toscano La Cia commenta l'intesa siglata oggi al ministero, che segue quelle con Philip Morris, Bat Italia e Jti.

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Organizzazioni CIA
Argomenti diritto, economia, commercio

26/lug/2011 15.01.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Tabacco: positivo l’accordo tra Mipaaf e Sigaro Toscano
 
La Cia commenta l’intesa siglata oggi al ministero, che segue quelle con Philip Morris, Bat Italia e Jti. Ora si chiuda il capitolo firmando anche con Imperial Tobacco Italy.
 
Con l’intesa triennale siglata oggi tra il ministero delle Politiche agricole e Manifatture Sigaro Toscano sta per concludersi la serie di accordi a sostegno di una produzione da 90 mila tonnellate annue, che oggi vive momenti di estrema difficoltà. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Dopo che nei giorni scorsi -continua la Cia- le tre principali multinazionali del tabacco si sono impegnate a garantire acquisti significativi a prezzi onesti per i produttori italiani, oggi arriva finalmente anche l’intesa con la manifattura italiana. La “Sigaro toscano” è una realtà industriale sicuramente ridotta rispetto alle multinazionali del settore, ma estremamente significativa per gli elevati standard di qualità. Con la firma di questo protocollo, il marchio italiano si impegna ad acquistare quantità di tabacco ‘made in Italy’ non inferiori a 5.100 tonnellate nei prossimi tre anni, garantendo così la continuità a una produzione pregiata come quella del sigaro toscano.
A questo punto all’appello manca solo l’Imperial Tobacco Italy, che ci auguriamo -conclude la Cia- sia al più presto convocata dal Mipaaf, per chiudere definitivamente questo capitolo e iniziare a discutere nelle stanze comunitarie alla revisione della direttiva europea, che prevede l’introduzione del “pacchetto generico” e il divieto dell’uso degli ingredienti. In particolare quest’ultimo provvedimento penalizza fortemente la produzione italiana più significativa, quella del tabacco Burley, che richiede necessariamente l’uso degli ingredienti, considerati senza alcuna prova scientifica responsabili di un aumento dell’attrattività delle sigarette.

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