Consumi: il "bio" non conosce crisi, nel 2011 sale ancora dell'11,5 per cento

Consumi: il "bio" non conosce crisi, nel 2011 sale ancora dell'11,5 per cento.

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27/lug/2011 15.04.23 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Consumi: il “bio” non conosce crisi, nel 2011 sale ancora dell’11,5 per cento
 
Mentre l’alimentare tradizionale segna il passo, il biologico continua la sua corsa anche nel primo quadrimestre dell’anno. Conquistando sempre più spazio nelle catene della Gdo (solo nei discount più 16,1 per cento) e “rubando” quote di mercato ai prodotti convenzionali.
 
        Non accenna a fermarsi l’incredibile ascesa del biologico. Nonostante la crisi economica e a dispetto del crollo verticale dei consumi alimentari convenzionali (meno 3,6 per cento), il segmento “bio” continua la sua corsa, mettendo a segno nel primo quadrimestre del 2011 un aumento dell’11,5 per cento. Un dato che rende ormai chiaro il definitivo passaggio del biologico da “moda passeggera” o “di nicchia” a vera e propria “abitudine di spesa”, come evidenzia la presenza massiccia di prodotti bio nelle catene della Gdo. Dove le vendite schizzano in alto, rubando il primato alle botteghe di quartiere. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base dei dati Ismea.
        Tra gennaio e aprile, infatti, salgono a livelli record gli acquisti di prodotti biologici nei supermercati (più 14,6 per cento), negli ipermercati (più 11,8 per cento) e soprattutto nei discount (più 16,1 per cento) -sottolinea la Cia- a tutto discapito dei negozi tradizionali, che perdono fino al 46,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010.
        A trainare la spesa “bio” delle famiglie italiane nel primo quadrimestre dell’anno -continua la Cia- sono ancora una volta pasta e riso (più 32,9 per cento), latte e formaggi (più 20,4 per cento) in particolare mozzarelle (più 82,7 per cento), biscotti e dolciumi (più 15,4 per cento) ma non il pane (meno 11,3 per cento), uova (più 13,4 per cento).
        Ma la vera novità è la crescita record dell’ortofrutta fresca “bio” (più 9,2 per cento) rispetto a quella convenzionale, che nello stesso periodo perde oltre l’8 per cento. Più in dettaglio -osserva la Cia- tra gennaio e aprile i consumi di carciofi biologici sono cresciuti del 6,1 per cento mentre quelli “normali” hanno creduto il 6,3 per cento; le zucchine “bio” sono aumentate del 18,9 per cento contro il meno 0,7 per cento delle convenzionali; gli asparagi “bio” hanno guadagnato il più 30,3 per cento mentre quelli “normali” sono crollati del 16,8 per cento. Anche le arance biologiche sono salite del 20,2 per cento rispetto al meno 1 per cento dell’agrume convenzionale.
        Quanto alle aree geografiche -conclude la Cia- sebbene gli acquisti di prodotti “bio” continuino a crescere in tutte le aree geografiche, il consumo resta sbilanciato nei territori dell’Italia settentrionale: nel primo quadrimestre 2011, infatti, aumentano le vendite nel Nord-Est (più 22,7 per cento) e Nord-Ovest (più 5,1 per cento). Sale anche il Centro Italia (più 13,7 per cento), mentre resta bassissima la quota del Mezzogiorno (solo più 1,8 per cento).

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