Somalia: la Cia invita gli agricoltori a partecipare all'iniziativa di solidarietà dell'Unicef a favore dei bambini che più di tutti soffrono il dramma della carestia

Somalia: la Cia invita gli agricoltori a partecipare all'iniziativa di solidarietà dell'Unicef a favore dei bambini che più di tutti soffrono il dramma della carestia.

Persone Cristina Chirico, Giuseppe Politi
Luoghi Roma, Africa, Corno d'Africa, America del Sud, Somalia, Paraguay
Organizzazioni Organizzazione mondiale degli agricoltori, ONU, Unicef, FAO, G20, CIA
Argomenti economia, politica, agricoltura, commercio, finanza

27/lug/2011 16.44.48 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Somalia: la Cia invita gli agricoltori a partecipare
all’iniziativa di solidarietà dell’Unicef a favore
dei bambini che più di tutti soffrono il dramma della carestia
 
Bisogna dare risposte immediate e realmente costruttive per le popolazioni del Corno d’Africa. Più agricoltura per sfamare il mondo. L’Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma) alla riunione straordinaria della Fao a Roma. Le priorità: investimenti, accesso alla terra, ruolo delle organizzazioni agricole.
 
Bisogna dare risposte immediate e concrete al popolo somalo che sta vivendo una situazione disperata determinata da un drammatica carestia. Occorre soprattutto aiutare i bambini che più degli altri soffrono lo spettro della fame. Basta citare un dato reso noto dalla Fao per capire quale scenario oggi contraddistingue i più piccoli nel Corno d’Africa: molti di loro hanno meno del 40 per cento di possibilità di sopravvivere. Ecco perché è indispensabile incrementare da subito gli aiuti e partecipare attivamente a iniziative di solidarietà come raccolta di fondi promossa dell’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia), la principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell'infanzia e dell'adolescenza. Un appello in tal senso è stato lanciato oggi dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, che ha invitato i produttori agricoli a dimostrare in maniera tangibile il loro impegno verso chi soffre e rischia di morire.
D’altra parte non è la prima volta che la Cia si dimostra sensibile verso i più deboli della Terra. Si tratta di un’azione che si è consolidata negli anni attraverso iniziative umanitarie e di solidarietà condotte anche in collaborazione con l’Ases, l’organizzazione non governativa promossa dalla Confederazione che opera in soccorso delle popolazioni bisognose del Sud America (soprattutto Paraguay) e dell’Africa.
Insomma, serve una forte iniziativa per sconfiggere fame e malnutrizione, povertà e carestie. Aspetti che sono stati confermati durante la recente riunione straordinaria promossa dalla Fao a Roma proprio in conseguenza del grave emergenza siccità che sta interessando il Corno d’Africa. Incontro al quale ha partecipato Cristina Chirico, responsabile dell’Ufficio internazionale della Cia, in qualità di rappresentante dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori (Oma) .
          In questa occasione è stato ribadito che il G20 agricolo di giugno scorso aveva già riconosciuto l’importanza basilare delle politiche agricole nel rispondere alle sfide e alle emergenze future. Ora è necessario tradurre, il prima possibile, le parole in azioni concrete, vista la grave carestia che sta colpendo la Somalia. Per non trovarsi impreparati di fronte alle emergenze, anzi per evitare che si ripresentino in futuro, l’Oma, di cui la Cia fa parte, ha sottolineato l’urgenza per i governi di rafforzare e attivare programmi e azioni in materia di investimenti e accesso alla terra.
Lo sviluppo dell’agricoltura, d’altronde, è la chiave della crescita economica per i Paesi in via di sviluppo. La percentuale d’investimento in questi paesi è molto bassa, pressoché nulla. Per invertire questa tendenza occorrono strade, infrastrutture di base e rese produttive più alte. E tutto ciò si può realizzare solo con accordi nazionali per lo sviluppo agricolo e ambientale.
Inoltre, è indispensabile garantire la terra agli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo: vuol dire dargli la possibilità di produrre, e quindi di proteggere l’ambiente e accedere al credito. Ma significa anche fornire alle popolazioni gli strumenti per fermare la vendita indiscriminata a prezzi irrisori dei loro terreni alle multinazionali straniere.
I governi dovranno riconoscere il valore del ruolo delle Organizzazioni degli agricoltori in quanto detentrici di una reale capacità di rappresentare gli agricoltori, e di advocacy verso tutte le questioni agro ambientali. Pertanto l’Oma, avrà come principale priorità quella di spingere i governi e le organizzazioni internazionali come la Fao ad applicare tutte le misure necessarie al fine di massimizzare il potenziale degli agricoltori per garantire la sicurezza alimentare e la conservazione delle risorse naturali, terra e acqua, per evitare che emergenze gravi come quella di questi giorni nel Corno d’Africa e non solo, si ripetano ancora e che soprattutto non colpiscano le nuove generazioni.
 
 

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