Suinicoltura nel dramma: servono immediati fatti concreti. Basta alle promesse mai mantenute. Gli allevatori hanno bisogno di certezze, altrimenti sono a rischio migliaia di imprese

Gli allevatori hanno bisogno di certezze, altrimenti sono a rischio migliaia di imprese.

Persone San Daniele
Organizzazioni CIA
Argomenti commercio, economia, industria

29/lug/2011 10.12.58 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Suinicoltura nel dramma: servono immediati fatti concreti. Basta
alle promesse mai mantenute. Gli allevatori hanno bisogno
di certezze, altrimenti sono a rischio migliaia di imprese
 
In occasione del Tavolo di filiera, la Cia ribadisce l’esigenza di un’azione realmente incisiva nei confronti dei produttori in grave difficoltà. Attuare subito il Piano di settore e risolvere il pressante problema dell’accesso al credito da parte delle aziende.
 
Basta alle belle e inutili parole, agli annunci di impegni mai resi concreti. Oggi servono solo fatti tangibili. Il settore della suinicoltura italiana vive nel dramma. I produttori sono in grave emergenza. Migliaia di imprese rischiano di chiudere. C’è bisogno di una svolta reale. E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del Tavolo di filiera convocato al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Ormai -avverte la Cia- il periodo dei Tavoli e delle intese interprofessionali mai rispettate deve finire. Il ministero ha convocato un Tavolo a cui partecipano tutti gli attori del comparto suinicolo per proporre un nuovo “Piano di settore della filiera suinicola”. Ma giova ricordare che già nel lontano dicembre 2007 si era arrivati alla firma di un “protocollo di intesa della filiera suinicola” che conteneva, all’articolo 2, le azioni del Piano di settore. Tuttavia, la situazione non è cambiata. E’ successo di peggio. Lo scenario in questi anni si è aggravato ulteriormente, con pesanti conseguenze per le imprese. Gli allevatori hanno continuano a produrre in perdita: circa 20 euro a suino. Nessun provvedimento concreto è stato attuato.
Le criticità da affrontare sono note da tempo. Per prima cosa -ricorda la Cia- l’accesso al credito, in modo di dare finalmente alle imprese di allevamento la capacità di proseguire l’attività, adeguando le strutture alle nuove esigenze del mercato.
Gli allevatori -sottolinea la Cia- sono pronti a confrontarsi sui temi della diversificazione produttiva (quanti e che tipo di suini produrre), ma l’industria di macellazione e trasformazione deve cessare di scaricare sul prezzo del suino i propri problemi di commercializzazione con la Grande distribuzione organizzata (Gdo). In questo senso il ministero deve, una volta per tutte, impegnarsi per sostenere le forme di concentrazione del prodotto degli allevatori che portino, altresì, alla definizione di nuove modalità contrattuali di filiera.
Anche per quanto riguarda l’etichettatura di origine delle produzioni la Cia crede che sia giunto il momento di smetterla con leggi e decreti che servono solo a fare comunicazione. Occorre, al contrario, procedere in modo spedito con interventi credibili che permettano concretamente, in etichetta, di far conoscere al consumatore la provenienza di ciò che mangia.
Dobbiamo, inoltre, dare voce reale alla parte agricola all’interno dei Consorzi di Tutela, particolarmente importanti nel settore suinicolo (Prosciutto di Parma, San Daniele, ecc.), per un rinnovato loro ruolo per la difesa del “made in Italy” e per la esportazione dei nostri prodotti di qualità all’estero.
 

______________________________________
Settore Comunicazione e Immagine
CIA- Confederazione italiana agricoltori
Via Mariano Fortuny, n. 20
00196-ROMA
Tel. 06-3227008
Fax 06-3208364
E-mail: cia.informa@cia.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl