COMUNICATO STAMPA corretto

Uno spettacolo di stile composito, tra teatro e musica, che racconta la presenza delle donne nel Risorgimento italiano, e non solo, senza retorica e con un pizzico di ironia.

Persone Judith Liber, Fabrice Pierre, Emanuela Degli Esposti, Francesca Frigotto, Roberto Benigni, Paolo Benvenuti, Alessandro Benvenuti, Massimo Bonetti, Giovanni Visentin, Dado Ruspoli, Rosalina Neri, Antonello Fassari, Roberto D'Agostino, Agnese Nano, Paco Reconti, Nadia Rinaldi, Christian De Sica, Paolo Poli, Davide Burani, M. Grandjany, Henriette Renié, Alphonse Hasselmans, Ritratti, Lucia Poli Umana, Ovidio
Luoghi Italia, Genova, Modena, Reggio Emilia, Parma, Londra, Lugano, Castel San Niccolò, Cetica, Fivizzano
Organizzazioni Radio Televisione Svizzera Italiana, International de Musique, Royal College, Arrigo Boito, Niccolò Paganini
Argomenti spettacolo, istruzione, musica, teatro

Allegati

03/ago/2011 13.18.47 ufficio stampa casentino Contatta l'autore

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LUCIA POLI IN CITTADINE!

Ritratti di donne dal Risorgimento alla guerra di liberazione

NUOVA PRODUZIONE PIEVI & CASTELLI IN MUSICA

 

Pievi e Castelli in Musica è giunto al suo ottavo appuntamento con uno spettacolo di Lucia Poli, Cittadine,  musiche di J. S. Bach, Alphonse Hasselmans, Henriette  Renié, M. Grandjany eseguite dall’arpista Davide Burani. Uno spettacolo che avrà luogo venerdì 5 Agosto nello splendido scenario della pieve di Cetica nel comune di Castel San Niccolò. Uno spettacolo di stile composito, tra teatro e musica, che racconta la presenza delle donne nel Risorgimento italiano, e non solo, senza retorica e con un pizzico di ironia. Un accenno all’età dei lumi, un ricordo della lotta partigiana, per seguire il cammino delle donne nella conquista della loro coscienza politica; e al centro ci sono i moti rivoluzionari dell’Ottocento in cui, accanto a tanti uomini famosi, brillano figure di patriote italiane e straniere. Senza la presunzione di voler descrivere la complessità del Risorgimento italiano, ci interessa mettere in evidenza alcuni sprazzi di luce e di creatività femminile, spesso dimenticati o sottovalutati, che hanno offerto un prezioso contributo al cammino della nostra storia. Un percorso pensato e interpretato da una grande attrice, simbolo dell'avanzata del femminismo sociale.

 

Lucia Poli

 

Umana, troppo attrice, Lucia Poli è personaggio simbolo dell'avanzata del femminismo sociale contro quell'Italia gretta che si svegliava dagli Anni Cinquanta. A colpi di battute e rappresentazioni teatrali ha dimostrato che è possibile, come certe grandi eroine dell'American dream, uscire dall'ombra di una realtà desolante e infame, realizzare anche le bramosie più estreme e provare al mondo il proprio inequivocabile talento. L'audacia della Poli sta nell'essere riuscita a scuotete le più tipiche famiglie semiborghesi e semiproletarie d'Italia, giungendo a mostrare (in una maniera assai più gustosa, contaminata e sì anche scorretta e di tendenza e molto di più di una qualsiasi satira liberal) una nazione nostrana e un mondo rincoglioniti, o quantomeno profondamente assopiti, provocandone un certo risveglio. Disgraziatamente, nel trasferirla sul grande schermo, si scopre che il cinema non ha potuto contenere tutta la sua complessità, tutte le sue tante contraddizioni, annientando così quella sorta di processo identificativo fra lo spettatore e l'interprete, l'unico ad avere un'efficacia senza pari. Puro autolesionismo cinematografico, come dire che buttiamo le perle nel fondo del cassetto, solo per portare al collo pessime imitazioni di bijou.

 

La vita in teatro

Sorella minore del bravissimo e famoso attore Paolo Poli, figlia d una maestra elementare montessoriana. Inizia la sua attività teatrale nel 1970 col Teatro dei Ragazzi, grazie al quale mette in scena "Le Metamorfosi" di Ovidio. Si impegna molto anche in radio, ma è sempre il teatro la sua più grande passione, soprattutto quando ad affiancarla c'è il fratello maggiore Paolo con il quale si diverte enormemente a scambiarsi i ruoli nello spettacolo "Femminilità" (1972).

 


I lavori cinematografici

Il debutto cinematografico arriva tardi, nel 1991, quando Christian De Sica la sceglie per un piccolo ruolo nel pessimo Faccione, esordio da protagonista di Nadia Rinaldi, con Paco Reconti, Agnese Nano, Roberto D'Agostino, Antonello Fassari, Rosalina Neri, Dado Ruspoli, Giovanni Visentin e Massimo Bonetti. Meglio dimenticare. Tutt'altro discorso per Albergo Roma (1996) con Alessandro Benvenuti che le offre un meritatissimo Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista. Nastro d'Argento che quasi riesce a riprendere, ma questa volta nella categoria di miglior attrice, quando si trasforma nella strega (realmente vissuta) Gostanza da Libbiano (2000) di Paolo Benvenuti. Nel 2005, il suo amico Roberto Benigni, spinto da un bisogno di mantenere saldi gli affetti (ma ne siamo certi anche dalla grande energia di questa attrice), decide di dirigerla ne La tigre e la neve, poi la Poli passa al piccolo schermo recitando nelle fiction Il padre delle spose (2006) e Miacarabefana.it (2009). In un mondo dello spettacolo che è pieno di dilettanti allo sbaraglio che a spinte giocano a diventare divi in carne e ossa anche solo per un'ora, sono molteplici (purtroppo) le ragioni che hanno delineato un mancato trionfo nazionale di Lucia Poli. Una donna senza misura, una macchina inesorabile di pensieri che non sembra essere molto interessata ad alimentare l'industria televisiva, ma si concede a un pubblico indifferenziato, che la sceglie personalmente, perché in lei rivede l'esaltazione di tutte le caratteristiche di un'attrice: il gusto, la contaminazione, il sense of humour, l'ostentazione del meraviglioso e perfino la poesia. Lucia Poli è desiderio. Lucia Poli è creazione che sta al confine fra l'umano e l'attrice, un confine che si assottiglia sempre di più e che varca i territori fra realtà e magia. Autentica, reale, essenziale. Un dono per gli italiani. Un'interprete che con la sua recitazione, spingerebbe (ne siamo certi) anche i più disincantati e i più scurrili a entrare (senza troppi sforzi immaginativi) in un mondo fiabesco, soprattutto se si pensa che il mondo reale ci propina sempre di più bugie, confusione e inganni.

 

 

 

 

Davide Burani

 

Davide Burani è nato a Modena, ove ha iniziato lo studio del pianoforte per poi diplomarsi brillantemente presso il Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova.

Successivamente, ha intrapreso lo studio dell’arpa sotto la guida di Francesca Frigotto, presso il  Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, diplomandosi con il massimo dei voti e conseguendo, sempre presso lo stesso Istituto,  il diploma Accademico di secondo livello, con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida di Emanuela Degli Esposti. Ha compiuto studi di perfezionamento in arpa con Ieuan Jones presso il Royal College di Londra, con Fabrice Pierre e con l’insegnante americana Judith Liber, con il quale continua a studiare. Ha partecipato a numerosi Concorsi Nazionali ed Internazionali, superando le selezioni finali per la categoria “Arpa”  al Concorso Internazionale “Tournoi International de Musique” �“ XI edizione e aggiudicandosi una menzione d’onore; è risultato vincitore, nella categoria “Arpa”, al Concorso Internazionale di Fivizzano “Music World” ed. 2004. La sua attività concertistica lo ha portato ad esibirsi con successo in Italia ed all’Estero, collaborando con artisti di chiara fama. Ha partecipato come ospite a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, ed è stato invitato a presentare i suoi lavori discografici presso gli studi di RADIOUNO della Radio Televisione Svizzera Italiana di Lugano nel 2003 e nel 2006. Dal 2005 è’ docente di Arpa presso l’Istituto Diocesano di Musica Sacra di Modena e dal 2009 presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Achille Peri” di Reggio Emilia.

 

 

Costo dello spettacolo € 12.00, fino a 10 anni gratuito, studenti € 4,00. Inizio ore 21.30. Si ricorda che è possibile prenotare i biglietti allo 0575.520511.

 

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