Pil: battuta d'arresto per l'agricoltura , pesano gli effetti dell'allarme "batterio killer"

Pil: battuta d'arresto per l'agricoltura, pesano gli effetti dell'allarme "batterio killer".

Persone Giuseppe Politi
Organizzazioni Comunicazione, ISTAT, CIA
Argomenti economia, agricoltura, commercio

05/ago/2011 12.31.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pil: battuta d’arresto per l’agricoltura nel secondo trimestre. Pesano gli effetti dell’allarme “batterio killer”
 
Il presidente Politi commenta le stime sul Prodotto interno lordo diffuse oggi dall’Istat: dopo aver trainato la ripresa nei primi tre mesi del 2011, il settore primario inverte la rotta. Oltre alla “psicosi” da E.coli, sulle imprese gravano costi produttivi record e prezzi sui campi non remunerativi. Ora serve un nuovo progetto di sviluppo.   
 
        “Dopo aver trainato la crescita del Pil nel primo trimestre dell’anno, con un rialzo del 2,3 per cento contro lo 0,1 per cento di industria e servizi, l’agricoltura frena la risalita e purtroppo inverte la rotta. Nel secondo trimestre del 2011, infatti, il valore aggiunto del settore primario diminuisce: colpa degli effetti del “batterio killer” sui consumi di ortofrutta, ma anche dell’impennata dei costi produttivi e della parallela caduta dei prezzi praticati sui campi”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, commentando le stime sul Prodotto interno lordo diffuse oggi dall’Istat.
        “Era dal terzo trimestre del 2010 che l’agricoltura italiana non subiva un calo -ricorda Politi-. Purtroppo un insieme di fattori, congiunturali e strutturali, ha bloccato il processo di ripresa ancora agli inizi. Innanzitutto l’allarme E.coli, pur non coinvolgendo direttamente le nostre produzioni, ha scatenato il panico tra i consumatori portando al crollo delle vendite di frutta e verdura. Gli agricoltori italiani hanno perso oltre 150 milioni di euro per colpa della ‘psicosi da consumo’ e ancora oggi subiscono il calo delle vendite”.
        “A questo vanno aggiunti i problemi atavici del settore, come i costi di produzione elevati e i prezzi sui campi non remunerativi. Problemi che però si sono acuiti in questi ultimi mesi -sottolinea il presidente della Cia-. Infatti il “caro-petrolio” ha fatto schizzare in alto le spese aziendali degli imprenditori agricoli: solo a giugno i costi di carburanti ed energia elettrica sono aumentati rispettivamente del 6 e del 7,1 per cento. Di contro, i prezzi all’origine hanno continuato a scendere: a luglio sono calati in media del 5,5 per cento sul mese, ma con punte negative record per frutta (meno 31,1 per cento) e orticoli (meno 8,6 per cento)”.
        “Tutti questi elementi, uniti a una burocrazia lenta e inefficiente, frenano lo sviluppo e la competitività delle imprese agricole -conclude Politi-. Ecco perché ora servono reali interventi a sostegno del settore, c’è bisogno di un nuovo progetto di politica agraria per dare prospettive concrete ai produttori. Altrimenti c’è il serio rischio che migliaia di aziende escano dal mercato”.          

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