Vino: grande attesa per la vendemmia 2011. Qualitàeccellente, ma sui produttori continua a gravare la bassa remunerazione dei prezzi delle uve

29/ago/2011 15.52.39 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Vino: grande attesa per la vendemmia 2011. Qualità eccellente, ma sui produttori continua a gravare la bassa remunerazione dei prezzi delle uve
 
La produzione del 2011 si preannuncia di ottima qualità. Nonostante il buon momento per il settore, però, i prezzi delle uve rimangono bassi. Sempre più necessario un osservatorio che controlli la distribuzione del valore nella filiera.
 
 
Nell’anno dei record del vino “made in Italy”, buone notizie arrivano anche dalle stime sulla vendemmia 2011. Le previsioni parlano di un’annata eccellente, caratterizzata da un’ottima qualità delle uve, anche se segnata da una lieve diminuzione nelle quantità. Come sempre però, se il nostro vino colleziona grandi performance sul mercato, la situazione non è altrettanto rosea per i viticoltori, che continuano ad accusare i prezzi troppo bassi delle uve. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta le previsioni di Assoenologi sulla vendemmia 2011.
Dopo il record storico dell’export per il vino italiano e il sorpasso sulla produzione francese, continua il buon corso per il settore, fiore all’occhiello del “made in Italy”. Ma le esportazioni in ripresa, la riduzione delle giacenze in cantina e l’incidenza degli effetti combinati della vendemmia verde e dell’estirpazione dei vigneti, non bastano ad assicurare prezzi all’origine remunerativi per i viticoltori.
Ci avviamo -spiega la Cia- a una produzione di 44 milioni di ettolitri di vino e mosti, un quantitativo inferiore di appena il 5 per cento rispetto al 2010 (46.745.000 di ettolitri, secondo l’Istat). Le previsioni della raccolta dividono l’Italia in due, con un’incidenza produttiva omogenea al centro nord, dove la variazione sul 2010 oscilla tra lo 0 e il meno 5 per cento, mentre il decremento si concentra al sud, con un calo che va da meno 5 meno 20 per cento. Si tratta di una lieve diminuzione dovuta anche ai primi effetti delle misure previste dalla Ocm, come la vendemmia verde e l’estirpazione dei vigneti, che si concentrano maggiormente in alcune regioni del Sud.
Ma c’è grande attesa -ribadisce la Cia- soprattutto per la qualità del vino, che si preannuncia di alto profilo, soprattutto nel caso dei bianchi, già arrivati a maturazione, mentre un punto di domanda rimane per i vini rossi, le cui uve saranno vendemmiate nel mese di settembre e risentiranno dell’andamento climatico e meteorico delle prossime settimane. Se la fase finale della maturazione sarà favorevole, con un mese di settembre clima soleggiato ma fresco, adeguate precipitazioni e buone escursioni termiche notturne, possiamo aspettarci vini bianchi profumati, ricchi di finezza e freschezza, e vini rossi ben strutturati, tipici ed equilibrati.
          Le previsioni per la vendemmia, quindi, fanno ben sperare per un settore già caratterizzato da una forte ripresa. Ma resta la preoccupazione per la scarsa trasparenza nella formazione dei prezzi delle uve e per la redditività dei produttori, minacciata da una distribuzione non equa dei ricavi nella filiera. L’incremento del valore in bottiglia, infatti, non corrisponde ad un parallelo aumento dei prezzi all’origine. Per questo, è sempre più necessaria -secondo la Cia- l’istituzione di un osservatorio sul prezzo delle uve, che resta il pilastro fondamentale delle produzioni vitivinicole. 

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