Inflazione: la flessione dei prezzi sui campi "raffredda" gli alimentari. Ma a tavola i consumi non rifiatano

31/ago/2011 13.42.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: la flessione dei prezzi sui campi “raffredda” gli alimentari. Ma a tavola i consumi non rifiatano
 
E il “caro-benzina” fa il resto, appesantendo ancora di più la situazione delle imprese agricole e delle famiglie.
 
        Il “caro-benzina” fa salire ancora l’inflazione ad agosto (più 2,8 per cento) e pesa come un macigno sugli agricoltori, aumentando sensibilmente i costi di produzione per le aziende. Nonostante questo, nel corso del mese i prezzi degli alimentari hanno continuato a “raffreddarsi”, rimanendo invariati a livello congiunturale e stabilizzandosi sul 2,2 per cento annuo (dal 2,3 per cento di luglio e dal 3 per cento di giugno). Merito soprattutto dell’andamento dei prodotti non lavorati, diminuiti dello 0,4 per cento su base mensile, principalmente per effetto del calo drastico dei prezzi di frutta (meno 2,4 per cento) e vegetali freschi (meno 2,2 per cento). Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando le stime diffuse oggi dall’Istat.
         L’agricoltura quindi -spiega la Cia- contribuisce per quanto possibile a contenere la corsa dell’inflazione, facendo da contrappeso all’ennesimo aumento delle quotazioni di energetici e combustibili (più 5,1 per cento) e trasporti (più 7 per cento). E lo fa mentre il settore vive un momento di fortissima crisi, soprattutto nell’ortofrutta, con i prezzi sui campi crollati in media del 30 per cento in un mese e con i costi di produzione alle stelle (solo per il carburante agricolo si spende mediamente il 6 per cento in più di un anno fa).
        D’altra parte però -ricorda la Cia- la lieve flessione dei prezzi alimentari finora non ha aiutato a ridare fiato ai consumi. Il carrello della spesa degli italiani resta vuoto, come dimostrano gli ultimi dati Ismea relativi al primo semestre 2011. Nella prima metà dell’anno, infatti, riduzioni significative in quantità si sono registrate per pane (meno 8,5 per cento); pesce (meno 4,8 per cento), soprattutto quello fresco (meno 6,4 per cento); carne rossa (meno 3,2 per cento) e frutta (meno 2,7 per cento).
 

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