Manovra: agricoltura fuori da ogni scelta. Governo irresponsabile. Tre imprese su cinque con bilanci "in rosso"e 300 mila rischiano di scomparire."Boom "dei costi. Manca un vero progetto di sviluppo

"Il settore agricolo -rincara la dose il presidente della Cia- è abbandonato a se stesso e alle prese con difficoltà enormi e privo di una politica efficace, di un vero progetto di sviluppo.

Persone Francesco Saverio Romano, Giuseppe Politi
Luoghi Torino
Organizzazioni Coldiretti, Confagricoltura, CIA
Argomenti economia, politica, commercio, agricoltura, finanza

08/set/2011 14.00.22 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: agricoltura fuori da ogni scelta. Governo irresponsabile

Tre imprese su cinque con bilanci “in rosso”e 300 mila rischiano di scomparire.“Boom “dei costi. Manca un vero progetto di sviluppo

 

Il presidente della Cia Giuseppe Politi, in occasione dell’apertura a Torino della VI Festa nazionale dell’agricoltura, lancia l’allarme e rinnova le critiche all’esecutivo che messo nel dimenticatoio i problemi del settore primario. Ignorate le richieste delle forze sociali e delle organizzazioni agricole. Solo provvedimenti penalizzanti e non orientati alla crescita. Davanti a questo scenario ci chiediamo: ma gli Stati generali si terranno?

 

“Ancora una volta l’agricoltura è fuori da ogni scelta. La manovra in discussione al Parlamento ignora completamente il settore. Il governo anche in questa occasione si è mostrato totalmente insensibile verso i gravi problemi che assillano le imprese. Basti rilevare che tre su cinque hanno bilanci ‘in rosso’. Un atto irresponsabile che rischia di mettere fuori gioco oltre 300 mila aziende, oggi alle prese con costi sempre più proibitivi, con redditi falcidiati e prezzi non certo remunerativi. Non troviamo alcuna misura che possa aprire prospettive certe. Per questo motivo ribadiamo il nostro giudizio fortemente critico: è una manovra dannosa, confusa, priva di interventi per la crescita del sistema economico del nostro Paese”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, in occasione dell’apertura della VI Festa nazionale dell’agricoltura (in programma fino a domenica 11 settembre), rinnova le critiche ad un provvedimento che non risolve i nodi di fondo della crisi e che non  favorisce la ripresa dello sviluppo e della competitività del sistema imprenditoriale italiano.

“il governo -aggiunge Politi- ha ignorato le proposte lanciate nelle scorse settimane dalle forze sociali che nel documento unitario riaffermano come la solidità dei conti pubblici va accompagnata e rafforzata con misure per la crescita dell’economia. Una sollecitazione che fa perno su sei priorità (pareggio di bilancio nel 2014, costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, semplificazioni e Pubblica amministrazione, mercato del lavoro) che le rappresentanze del mondo imprenditoriale, sindacale e bancario ritengono fondamentali per aprire una fase nuova”.

“Allo stesso modo il governo -rimarca il presidente confederale- non ha finora tenuto conto delle richieste unitarie del mondo agricolo (Cia, Confagricoltura, Coldiretti e Copagri) che chiede l’apertura di uno specifico Tavolo per l’agricoltura, in particolare per attuare politiche incisive volte alla promozione e alla difesa del ‘made in Italy’ di qualità, come leva competitiva del paese in grado di valorizzare il lavoro, il capitale e il territorio italiano”.

“L’unica assurda risposta da parte del governo è stata -afferma Politi- l’abolizione delle agevolazioni per le cooperative. Una misura che avrà effetti destanti per l’intero settore, soprattutto in campo agricolo, dove operano migliaia di imprese cooperative che svolgono un ruolo di grande rilevanza economica e sociale”.

“Il settore agricolo -rincara la dose il presidente della Cia- è abbandonato a se stesso e alle prese con difficoltà enormi e privo di una politica efficace, di un vero progetto di sviluppo. In questi ultimi anni - si è fatto poco o nulla nei confronti dell’imprenditoria agricola. Solo sporadici e insufficienti interventi che non hanno risolto i problemi con i quali l’agricoltura è costretta a confrontarsi. E questo molto grave soprattutto in un momento in cui a livello europeo si stringono i tempi per decidere quale sarà la Politica agricola comune dopo il 2013. Servirebbe un’accelerata, una totale presa di coscienza delle questioni che stanno mettendo in ginocchio le nostre campagne. Purtroppo, non vediamo neanche l’ombra di un provvedimento efficace”.

“ “Dal governo -rimarca Politi- abbiamo avuto soltanto tante belle promesse, ma di atti tangibili nulla. Per di più sono state prese decisioni, come quella dell’annullamento dell’’accisa zero’ per il gasolio, che hanno reso più drammatica la situazione, in particolare per le serre che vivono un momento di profondo disagio e grande difficoltà. Ma sono tutti i comparti a soffrire, a confrontarsi con una dura realtà che sta mettendo a dura prova la stessa sopravvivenza delle imprese”.

“Da qui il nostro appello perché ci si sia un’attenzione nuova nei confronti del settore primario, perché -sottolinea il presidente della Cia- si inizi a sviluppare una politica realmente incisiva,  fatta di interventi concreti e di provvedimenti seri che ridiano certezza e prospettiva a più di un milione e mezzo di famiglie che vivono in agricoltura e di agricoltura”.

“A questo punto -conclude Politi- ci chiediamo: ma gli Stati generali dell’agricoltura annunciati dal ministro Francesco Saverio Romano si terranno? Qualche dubbio sorge legittimo. Comunque, per la Cia, che fin dal 2004 ha proposto la Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, resta un’occasione importante dalla quale far scaturite un organico progetto di sviluppo e competitività, una nuova politica agraria, nei confronti di cui le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumere le proprie responsabilità, impegnandosi a realizzarlo”.

 

 

 

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