Agricoltura: l'impresa è sempre "più rosa" e le donne della Cia creano una "rete" per rendere visibile il contributo "al femminile" ne lla produzione di eccellenze agroalimentari e nella multifunzionalità

09/set/2011 15.51.49 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: l’impresa è sempre “più rosa” e le donne della Cia creano una “rete” per rendere visibile il contributo “al femminile”

nella produzione di eccellenze agroalimentari e nella multifunzionalità

 

Nell’ambito della VI Festa nazionale di Torino, l’Associazione Donne in Campo presenta il logo che deve diventare il simbolo di appartenenza e caratterizzazione dell’impegno “femminile” per lo sviluppo del mondo agricolo. Incontro sui cambiamenti del mondo agricolo e la premiazione del concorso “Simona Chiara”.

 

L’agricoltura italiana è sempre più “rosa”. Ormai un’azienda agricola su tre è condotta da una donna. E’ un trend in continua crescita. Una presenza che nei prossimi anni è destinata a consolidarsi ulteriormente. Per questo motivo sono necessarie politiche che permettano di valorizzare l’impegno sempre più incisivo delle imprenditrici chiamate a svolgere un ruolo nuovo in un mondo agricolo in continuo cambiamento. Un ruolo di reali protagoniste nelle campagne italiane. E’ quanto evidenziato oggi a Torino dove l’Associazione Donne in Campo della Cia-Confederazione italiana agricoltori ha tenuto una serie di iniziative nell’ambito della VI Festa nazionale dell’agricoltura.

La presenza delle donne in agricoltura (30 per cento) -è stato sottolineato- è inferiore solo al settore del commercio, dove si supera il 32,5 per cento, mentre vengono doppiate abbondantemente sia l’attività manifatturiera (con il 10,6 per cento) che quella dei servizi (poco meno del 10 per cento).

Le aziende agricole “rosa” -è stato rimarcato durante le iniziative di Donne in Campo alla Festa dell’agricoltura di Torino- salgono in modo importante specialmente in attività innovative, come ad esempio nell’agriturismo, le cui imprese per il 35 per cento del totale sono condotte da imprenditrici. Crescite significative si sono registrate negli ultimi anni anche nel settore biologico, nelle produzioni di “nicchia” Dop e Igp, nell’ortofrutta e nella vitivinicoltura.

Donne, dunque, sempre più decise e protagoniste della vicenda agricola italiana. Donne che -è stato rilevato- guardano all’impresa con sempre maggiore attenzione, che puntano con caparbietà sulla qualità e sulla tipicità dei prodotti legati al territorio, che operano con la dovuta incisività per una competitività reale sui mercati nazionali e mondiali, che fanno dell’innovazione uno strumento indispensabile per crescere e svilupparsi.

La Festa nazionale dell’agricoltura di Torino è stata, comunque, l’occasione per presentare -da parte della presidente nazionale Mara Longhin- il logo, il papavero con la spiga, che ormai da anni caratterizza le iniziative dell’Associazione, come il simbolo dell’appartenenza alla “rete” delle imprenditrici aderenti a Donne in Campo.

L’intento è che -è stato ribadito- esso diventi un segno identitario al femminile per rendere riconoscibile il fattivo contributo delle donne nella produzione delle eccellenze dell’agroalimentare italiano e nella multifunzionalità.

Alle imprenditrici associate a Donne in Campo che aderiranno al protocollo di utilizzo del logo, è stata congegnata una targa da apporre in azienda in modo da dare il via a una “rete” che, dalle Alpi alla Sicilia, crei un legame di solidarietà, di orgoglio, di condivisione di principi, per un adeguato sviluppo dell’agricoltura nel nostro Paese.

Nell’ambito della Festa di Torino, organizzato da Donne in Campo Piemonte e introdotto dalla presidente regionale Lucia Dentis, si è svolto un incontro sul tema: “Cambia l’agricoltura e cambiano i ruoli. Le donne in campo”.E, subito dopo, si è tenuta la premiazione del concorso “Simona Chiara”, dedicato alla compianta presidente dell’Associazione piemontese, con un intervento commemorativo della fondatrice dell’Associazione Donne in Campo Paola Ortensi.

 

 

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