Olivicoltura: la vera sfida è l'aggregazione del prodotto

23/set/2011 13.46.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Olivicoltura: la vera sfida è l’aggregazione del prodotto
 
Riuniti oggi allo stesso tavolo i protagonisti delle organizzazioni produttive insieme alle cooperative della Grande distribuzione, in un seminario organizzato dalla Cia, Legacoop e Cno a Molfetta. Un primo passo per costruire relazioni organiche e permanenti tra i vari soggetti della filiera dell’olio extravergine di qualità.
 
 
Solo aggregato il mondo produttivo può costruire un confronto efficace con gli altri soggetti della filiera. Sulla base di questo assunto oggi la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha incontrato a Molfetta le maggiori organizzazioni produttive di olio insieme ai protagonisti della Grande Distribuzione, nel seminario ‘La filiera dell’olio extravergine di qualità’, organizzato con Legacoop Agroalimentare e Cno-Consorzio nazionale olivicoltori.
          Per un prodotto come l’olio, così strategico per l’Italia, “è indispensabile costruire relazioni organiche e permanenti tra i vari soggetti della catena produttiva: dalla trasformazione alla grande distribuzione. E un primo passo in questa direzione l’abbiamo fatto oggi insieme a Cno e Legacoop creando la possibilità di un confronto proficuo tra mondo produttivo e commerciale. Per questo è necessario costruire o ricostruire il mondo dell’aggregazione in vista di un sistema più avanzato del mondo agricolo”, ha affermato il presidente della Cia Giuseppe Politi.
          A esporre i propri progetti industriali nell’appuntamento pugliese sono stati il Cno (Consorzio nazionale olivicoltori), Montalbano Agricola Alimentare e Finoliva Global Service. “La parola d’ordine per il mondo produttivo è la concentrazione dell’offerta -ha sostenuto il presidente del Cno Gennaro Sicolo- che è la strada maestra per tutelare il “made in Italy” e non essere divorati dal mercato globale. Solo così si può acquisire una forza contrattuale maggiore e avere più voce in capitolo nei rapporti di filiera”.
Quello olivicolo è un comparto da 6 miliardi di euro l’anno, di cui un miliardo è incassato solo dall’export. Si tratta di un patrimonio costantemente minacciato dal mercato dei falsi e dalla concorrenza con la Spagna, che ha bisogno di una strategia collettiva in grado di salvaguardarlo.
L’Italia è il primo trasformatore al mondo di olio ma non il primo produttore. Ciò significa che nelle nostre industrie passa tanto olio straniero. Diversi marchi che sembrano italiani in realtà non lo sono. Ed è qui che entra in gioco il rapporto con la grande distribuzione. “Nei supermercati -ha continuato Sicolo- l’olio è un ‘prodotto civetta’, venduto sottocosto e in promozione. Secondo una nostra indagine, il 99 per cento di queste bottiglie non corrisponde all’etichetta. Ecco perché chiediamo più controlli e una regolamentazione delle promozioni, specie nel periodo di raccolta”.
          Oltre all’esposizione dei programmi di attività delle organizzazioni produttive citate, il seminario di Molfetta ha offerto l’occasione per un confronto sul futuro commerciale dell’extra-vergine di qualità con le grandi cooperative della grande distribuzione. Oltre al direttore commerciale Food Coop Italia Roberto Fiamminghi Legacoop, hanno partecipato alla discussione il direttore generale di Conad Francesco Pugliese e il presidente di Alce Nero Lucio Cavazzoni. Al convegno è intervenuto anche il presidente nazionale di Legacoop agroalimentare Giovanni Luppi.
 

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