Nitrati: bene deroga Bruxelles. Ma accelerare su contenuto accordo Stato-Regioni

Nitrati: bene deroga Bruxelles.

Luoghi Italia, Bruxelles
Organizzazioni Unione Europea, CIA
Argomenti diritto, zootecnia, economia, politica

04/ott/2011 17.39.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Nitrati: bene deroga Bruxelles. Ma accelerare su contenuto accordo Stato-Regioni
 
La Cia commenta positivamente l’ok della Ue in riferimento alla richiesta di deroga presentata dall’Italia sul limite massimo dei nitrati. Ma non basta: occorre predisporre entro fine anno il nuovo studio per definire i carichi inquinanti dei vari settori, come previsto dall’intesa raggiunta a maggio in Conferenza Stato-Regioni. La colpa non può continuare a ricadere solo sulla zootecnia.
 
        La deroga approvata oggi dall’Ue sul limite dei nitrati è un passo avanti nella giusta direzione. Si tratta di una prima risposta ai problemi degli allevatori italiani che operano nelle zone vulnerabili ai nitrati, come l’area padana. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando il via libera di Bruxelles all’istanza di deroga chiesta dall’Italia per procedere al superamento del limite massimo di 170 kg di azoto per ettaro di origine organica fino a un limite di 250 kg.
        Questa misura però -continua la Cia- da sola non basta. Ora bisogna accelerare sulla predisposizione del nuovo studio “ad hoc” per l’aggiornamento delle aree sensibili all’azoto e la relativa definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi, come previsto dall’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni il 5 maggio.
        In passato si è troppo frettolosamente addossata ai settori agricoli, in particolare al carico zootecnico, la maggiore responsabilità dell’inquinamento da nitrati -ricorda la Cia-. Con l’accordo siglato a maggio, invece, si vuole trovare una soluzione più equilibrata al problema, distribuendo finalmente il peso della direttiva nitrati tra le diverse fonti di inquinamento sul territorio, a partire dalle acque reflue urbane.
        Ma non c’è più tempo da perdere. Occorre arrivare il prima possibile a ridefinire le misure di mitigazione dell’impatto dei nitrati sulle acque -conclude la Cia- in funzione delle analisi sulle diverse origini delle fonti e delle ragioni dell’inquinamento” da azoto. In più bisogna giungere presto a una ridefinizione del quadro normativo per la valorizzazione della sostanza organica a fini agronomici ed energetici e per la semplificazione degli adempimenti tecnici e amministrativi per la gestione degli effluenti degli allevamenti.

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