Crisi: governo inadeguato. Niente politiche di sostegno per l'economia e per l'impresa. Agricoltura sempre più dimenticata. Serve una scossa

11/ott/2011 15.19.04 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi: governo inadeguato. Niente politiche di sostegno per l’economia
e per l’impresa. Agricoltura sempre più dimenticata. Serve una scossa
 
La Direzione nazionale della Cia approva un ordine di giorno in cui si manifestano forti preoccupazioni per la situazione del Paese. Indispensabile una svolta. Sulla riforma della Pac occorre un adeguato impegno. E’ necessaria l’unità del mondo agricolo per un nuovo progetto di politica agraria per l’Italia. Pronti ad iniziative sindacali unitarie a difesa dei redditi degli agricoltori. Soddisfazione per il successo della Festa di Torino e il grande consenso dei sindaci alla “Carta di Matera”.
 
Il Paese e il sistema delle imprese hanno bisogno di un governo diverso, in grado di avviare le riforme, di risanare il bilancio, di dare una spinta alla crescita. E’ una svolta che consideriamo indispensabile. Lo afferma un ordine del giorno approvato dalla Direzione nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che tiene conto del dibattito e delle comunicazioni del presidente Giuseppe Politi.
Per anni i governi di centro-destra -si legge nel documento- hanno negato la verità sulle condizioni del nostro sistema economico e non hanno sostenuto l’agricoltura. Sono fortemente preoccupanti i segnali di peggioramento di instabilità dell’economia e della situazione politica del Paese. C’è una totale assenza di efficaci politiche di sostegno. Sono rimasti inascoltati dall’esecutivo e dalla maggioranza parlamentare gli appelli del Capo dello Stato alla coesione delle forze politiche nello spirito del comune interesse nazionale. Siamo giunti al limite di sostenibilità.
Questo governo e questa maggioranza hanno dimostrato di non avere l’autorevolezza e la capacità di dare una risposta forte alla crisi. Questo governo -rimarca la Direzione nazionale- ha dimostrato di non avere più credibilità a livello internazionale, perché ha smarrito ogni idea di chiarezza sulla natura e la direzione delle politiche economiche nel prossimo futuro. Alle nostre istituzioni elettive, il Parlamento, dunque, è affidato il compito di affrontare il problema con gli strumenti propri di un sistema democratico.
Sull’agricoltura il disinteresse è allarmante. Il governo ha annunciato un “nuovo” decreto per lo sviluppo a costo zero. Ma al Tavolo di consultazione presso il ministero dell’Economia -rileva l’ordine del giorno- non è presente l’agricoltura, né il ministro, né le rappresentanze. Per questo esecutivo, dunque, l’agricoltura non ha la dignità di settore produttivo: non produce ricchezza, occupazione, coesione sociale.
          La scarsa considerazione del governo nei confronti dell’agricoltura e degli agricoltori è, ultima in ordine di tempo, confermata dalla mancata proroga dei termini per la presentazione delle domande di accatastamento dei fabbricati rurali. Una richiesta sostenuta dalla Commissione Agricoltura del Senato, che la Direzione della Cia rinnova, tenuto conto delle gravi incertezze e difficoltà che incontrano gli agricoltori. Non sono inadempienti i produttori che non hanno rispettato la scadenza del 30 settembre: è inadempiente lo Stato, il governo e la pubblica amministrazione che solo dal 23 settembre hanno reso possibile l’invio telematico delle domande, in evidente violazione con lo statuto dei diritti del contribuente.
Si tratta -sostiene l’ordine del giorno della Direzione Cia- di assenze, considerazioni e atteggiamenti che rendono ancora più criticabile l’organizzazione degli Stati generali dell'Agricoltura, annunciati dal ministro Saverio Romano all’atto del suo insediamento come “il momento più significativo e politicamente qualificante dell'incontro, del confronto, della proposta di questo straordinario mondo del lavoro e della produzione a cui saranno chiamati a dare il loro qualificato contributo tutti gli attori e i soggetti interessati”.
Senza un’adeguata fase preparatoria di approfondimento dei temi ed elaborazione di proposte, senza il coinvolgimento di tutti i soggetti del sistema agroalimentare italiano, delle istituzioni nazionali e locali, a partire dalle Regioni, gli Stati generali rischiano di essere una inutile passerella. Un’occasione mancata di fronte alle sfide dell’agricoltura e delle imprese agricole. A poco più di un mese dalle assise -dice l’ordine del giorno- il tempo è poco. A conferma dell’impegno della Confederazione perché da questo incontro emergano risposte e risultati concreti, la Direzione rinnova la richiesta di avviare un serio dibattito preparatorio.
Per quanto riguarda la nuova Pac, essa, per la Direzione nazionale, deve rispondere principalmente all’obiettivo di creare imprese agricole vitali, capaci di produrre reddito, di corrispondere alla domanda alimentare mondiale di cibo, di contribuire ad affrontare le sfide ambientale e climatica. Per questo motivo la Cia chiede di porre al centro della riforma le imprese agricole professionali e la necessità di promuovere modelli organizzativi più competitivi e in grado di valorizzare sui mercati le produzioni agroalimentari europee. Dovranno essere prioritari gli strumenti per l’innovazione ed il ricambio generazionale, la crescita della competitività delle imprese e dei sistemi produttivi, l’organizzazione dell’offerta e delle relazioni di mercato, la gestione delle crisi di mercato.
Una posizione forte nel negoziato sulla riforma della Pac deve avere, a monte, un’idea chiara di agricoltura nel nostro Paese, dovrà essere funzionale ad un progetto di agricoltura. In mancanza di ciò le posizioni della rappresentanza si riducono in inutile manifestazione di dissenso.
A tal proposito, la Direzione della Cia rileva che l’incontro che si è tenuto a Torino, nell’ambito della Festa dell’agricoltura, con i presidenti di Coldiretti, Confagricoltura e Copagri può considerarsi un importante passo per costruire iniziative comuni. Esistono le condizioni perché, come è stato con la Pac post 2013, si arrivi ad una posizione di tutte le componenti agricole.
La Cia conferma che confronto-concertazione-unità sono le tre parole che consentiranno maggiori probabilità di vedere riconosciute le ragioni e le attese della nostra agricoltura nelle scelte di politica economica a livello nazionale e comunitario. La situazione dell’agricoltura e il grave disagio economico e sociale degli agricoltori impongono a quanti rappresentano questi interessi di mettere da parte ciò che divide e di valorizzare ciò che può unire. Questo non vuol dire annullare le diversità di opinione o ciò che ognuno ha proposto o fatto; significa mettere sul tavolo le diverse proposte, su di esse discutere e lavorare insieme per una sintesi non solo condivisa, ma più avanzata anche perché patrimonio comune di proposta e impegno professionale.
La Direzione ribadisce la volontà della Cia di proseguire questo percorso per sperimentare nuove e più avanzate intese. Siamo pronti ancora una volta a scendere in campo -si legge nell’ordine del giorno per difendere il lavoro di tanti agricoltori che rischia di disperdersi in maniera drammatica. Da qui l’appello alle altre Organizzazioni professionali agricole per iniziative sindacali unitarie a difesa dei redditi degli agricoltori.
Nell’ordine del giorno si esprime, inoltre, soddisfazione per gli esiti della VI Festa dell’agricoltura a Torino e si rivolge un sentito ringraziamento a tutta la Confederazione ed a quanti, a partire dalle organizzazioni del Piemonte, hanno, con il loro impegno, contribuito all’esito dell’iniziativa. Il prossimo appuntamento è nel 2013 in Abruzzo.
La Direzione della Cia, infine, considera un successo quanto finora realizzato con la sottoscrizione della “Carta di Matera”, lanciata un anno fa in occasione della V Festa dell’agricoltura. Un documento sottoscritto da tantissimi sindaci di grandi e piccoli comuni, da amministratori di province e regioni, a conferma dell’interesse degli enti locali per le proposte contenute e per l’impegno a sostenere l’agricoltura e le ragioni dell’agricoltura.
 
 

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