Riforma Pac: "no" al taglio delle risorse e sostegni ai veri agricoltori. Tutela dei redditi, mercati più equilibrati e politiche per fronteggiare gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi

Riforma Pac: "no" al taglio delle risorse e sostegni ai veri agricoltori.

Persone Domenico Brugnoni, Dino Scanavino, Giuseppe Politi
Luoghi Bruxelles
Organizzazioni Antonio Tajani, CIA, commissione UE
Argomenti economia, agricoltura, commercio, finanza, industria

12/ott/2011 10.05.01 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Riforma Pac: “no” al taglio delle risorse e sostegni ai veri
agricoltori. Tutela dei redditi, mercati più equilibrati e politiche
per fronteggiare gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi incontra a Bruxelles il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani. Evidenziate le esigenze dei produttori agricoli italiani che devono poter operare nella certezza. Indispensabili azioni per favorire il ricambio generazionale.
 
“La futura politica agricola comune dovrà porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno dovrà essere destinato agli agricoltori professionali e alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie”. Lo ha detto il presidente della Cia Giuseppe Politi nel corso di un incontro, a Bruxelles, con il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, svoltosi in occasione della presentazione delle proposte dell’esecutivo comunitario sulla riforma della Pac post 2013. All’incontro erano presenti anche i due vicepresidenti confederali Dino Scanavino e Domenico Brugnoni.
“La nuova Pac -ha aggiunto Politi- dovrà rispondere con efficacia ai bisogni degli agricoltori. Per questo motivo, davanti ai grandi cambiamenti che stanno caratterizzando il settore primario soprattutto a livello mondiale, è indispensabile che le risorse siano adeguate. Ogni taglio significa mettere in seria difficoltà i produttori che attualmente fanno i conti con una situazione complessa, con costi in continua crescita, prezzi non remunerativi e redditi in calo. Da qui la nostra netta contrarietà alla riduzione delle risorse per l’agricoltura, come risulta chiaro dalla proposta di bilancio della Commissione Ue”.
“Va superata l’anomalia della Pac che -ha affermato il presidente della Cia- concentra l’80 per cento del sostegno sul 20 per cento delle aziende e riserva il regime di aiuti ai beneficiari storici. Abbiamo, comunque, sostenuto che il sostegno della Pac finalizzato all’innovazione e allo sviluppo delle aziende deve essere separato da altre forme di sussidio a finalità sociale. Una politica di integrazione di reddito ed ammortizzatori sociali è necessaria in agricoltura per tutelare le aziende più deboli, garantire il mantenimento delle attività agricole nelle aree meno produttive e favorire il ricambio generazionale. Essa è cosa diversa rispetto a politiche a sostegno delle imprese”.
“La Pac 2014-2020 -ha rimarcato Politi- dovrà assumere tra i suoi obiettivi l’efficienza del mercato; dovrà prevedere tra le azioni il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell’economia contrattuale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato. E proprio per quanto riguarda quest’ultimo aspetto c’è da aggiungere che tutti i modelli di riferimento utilizzati si sono rivelati insufficienti”.
“La leva della futura Pac -ha concluso il presidente della Cia- deve, insomma, poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese ed il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, ed alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera. La Pac del futuro, dunque, dovrà essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Deve finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi.
Antonio Tajani ha fatto proprie le preoccupazioni espresse dalla Cia e ha sottolineato il suo impegno a difesa degli interessi italiani nel quadro della riforma della Pac. Il vicepresidente della Commissione Ue ha evidenziato, in particolare, l'esigenza di sostenere le attività imprenditoriali di un settore dove operano tante piccole e medie aziende. Insomma, un’azione realmente incisiva per salvaguardare gli agricoltori che non possono continuare a operare in un contesto privo delle indispensabili certezze.
 
 

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