Riforma Pac. "insoddisfacente" la proposta Ue. Per l'Italia taglio del 25 % delle risorse. A rischio migliaia di imprese. Una posizione forte nel negoziato per evitare gravi conseguenze all'agricoltura

Riforma Pac.

Persone Giuseppe Politi
Luoghi Italia, Bruxelles
Organizzazioni Unione Europea, CIA, commissione UE
Argomenti economia, agricoltura, commercio

12/ott/2011 16.48.12 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Riforma Pac. “insoddisfacente” la proposta Ue. Per l’Italia taglio
del 25 % delle risorse. A rischio migliaia di imprese. Una posizione
forte nel negoziato per evitare gravi conseguenze all’agricoltura
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi preoccupato per quanto ipotizzato dalla Commissione di Bruxelles. Risposte inadeguate per lo sviluppo rurale, per la regolazione dei mercati, per gestire le crisi, per sostenere il ricambio generazionale. Eccessivo il peso, nella composizione dei pagamenti diretti, alla componente cosiddetta ‘greening’: è contradditorio con una visione di un’agricoltura produttiva.
 
“Insoddisfacente”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta la proposta della Commissione Ue sulla riforma Pac post 2013. “Essa è condizionata dal pesante e ingiustificato taglio delle risorse per l’agricoltura. In questo modo si compromette qualsiasi sviluppo e si mette a rischio la stessa competitività. Fortemente penalizzati saranno gli agricoltori italiani, con migliaia di imprese in grave pericolo”.
“E’ una proposta di budget che va assolutamente ridiscussa e rivista. L’agricoltura del nostro Paese -aggiunge Politi- pagherebbe un dazio insostenibile, con un taglio complessivo degli interventi di circa il 25 per cento. Infatti, il criterio di redistribuzione delle risorse ipotizzato è unicamente quello della superficie, che non riconosce il valore e la ricchezza dell’agricoltura italiana. Una vera assurdità che porrebbe seri problemi per gli agricoltori, costretti a operare in un quadro sempre più angusto e senza i sostegni necessari per stare su un mercato che si presenta difficile e carico di molte insidie”.
“Insomma, le misure previste dall’Esecutivo Ue, soprattutto in un periodo caratterizzato da una forte volatilità dei prezzi e da una perdita costante del reddito degli agricoltori, sono totalmente inadeguate. Ci preoccupa -rimarca il presidente della Cia- la definizione di agricoltore attivo che non indica le prospettive di una Pac più mirata e selettiva nei beneficiari e nelle azioni. Ci preoccupa l’eccessivo peso, nella composizione dei pagamenti diretti, alla componente cosiddetta ‘greening’, perché contradditorio con una visione di un’agricoltura produttiva. Non solo. Appaiono riduttive e marginali le azioni per lo sviluppo rurale e per la gestione dei mercati e delle crisi; sono deboli i provvedimenti per sostenere le imprese giovani e promuovere il ricambio generazionale”.
“Il capitolo relativo alla regolazione dei mercati, alla loro stabilizzazione e alla gestione delle crisi, doveva rappresentare -sottolinea Politi- un elemento caratterizzante della nuova Pac in termini di innovazione e di disponibilità finanziarie. Invece, con le proposte della Commissione non si danno risposte efficaci. Stesso discorso per la semplificazione burocratica, ogni volta annunciata, ma che anche in questa occasione non trova la giusta soluzione”.
“Adesso -sostiene il presidente della Cia- ci attende un negoziato lungo e complesso. E questo impone di essere sul campo come sistema Italia. A Bruxelles dobbiamo presentarci con una posizione forte e autorevole, soprattutto condivisa dal mondo agricolo-alimentare del nostro Paese. Bisogna correggere le proposte avanzate dalla Commissione. La riforma deve porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Deve assumere tra i suoi obiettivi l’efficienza del mercato, prevedere il rafforzamento delle organizzazioni di produttori la diffusione dell’economia contrattuale, il sostegno degli strumenti per contenere gli effetti di situazioni congiunturali difficili. Insomma, occorre lavorare per una Pac più forte e ambiziosa, che permetta di regolare i mercati, di assicurare il reddito degli agricoltori e di garantire le aziende agricole”.
 

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