Sviluppo: il governo non è in grado di dare una spinta alla ripresa economica e alla crescita delle imprese. Continuare a vivacchiare sarebbe deleterio. Un cambiamento è urgente

Sviluppo: il governo non è in grado di dare una spinta alla ripresa economica e alla crescita delle imprese.

Persone Giuseppe Politi
Luoghi Bruxelles
Organizzazioni CIA, ministero dell'economia
Argomenti politica, economia, istituzioni, ministeri

19/ott/2011 12.14.43 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Sviluppo: il governo non è in grado di dare una spinta
alla ripresa economica e alla crescita delle imprese. Continuare
a vivacchiare sarebbe deleterio. Un cambiamento è urgente
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi si dichiara fortemente allarmato per la situazione che si è venuta a creare. Un settore come l’agricoltura, continuamente ignorata, rischia di pagare un conto molto salato. “Svilupperemo tutte le iniziative necessarie per difendere il lavoro e il reddito degli agricoltori”.
 
“Non penso che questo governo sia in grado di dare la spinta necessaria per riprendere la strada dello sviluppo e della competitività delle imprese. Quello che sta accadendo in queste ore è la palese conferma di un esecutivo incapace di imprimere una svolta positiva all’economia. D’altra parte, non si può fare in una sola volta quello che non è stato fatto per tre anni. Uno scenario allarmante al quale guarda con grande preoccupazione l’agricoltura, settore che più di ogni altro ha pagato l’assenza di efficaci politiche di sostegno del sistema imprenditoriale. Un settore che finora è stato completamente ignorato. Per questo motivo insistiamo sull’esigenza di un pronto cambiamento. E’ ora che questo governo, per il bene del Paese, passi la mano”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alle polemiche sull’annunciato decreto sviluppo.
“Non capiamo come si possano varare provvedimenti incisivi, quando il presidente del Consiglio afferma che non ci sono risorse. Sono dichiarazioni -ha aggiunto Politi- disarmanti che dimostrano l’incapacità dell’esecutivo a dare una forte risposta alla crisi. Non ci sono idee e progetti per mutare un quadro dalle tinte fosche sia per la società che per l’apparato produttivo. Abbiamo, quindi, bisogno di un esecutivo diverso in grado di avviare le riforme, di risanare il bilancio, di dare un’accelerazione alla crescita”.
“Una situazione che per l’agricoltura diventa ancora più grave, soprattutto in una fase in cui è quanto mai indispensabile -ha rimarcato il presidente della Cia- condurre a Bruxelles un negoziato forte e autorevole per discutere la riforma della Politica agricola comune post 2013. Non solo. Basta vedere che al tavolo di consultazione presso il ministero dell’Economia per il decreto sviluppo è assente il settore agricolo, per comprendere con quale attenzione viene visto il mondo delle campagne”.
“Così proprio non va. Siamo ormai giunti -ha rilevato Politi- al limite di insostenibilità. Il governo -come ha giustamente evidenziato l’ordine del giorno della Direzione nazionale Cia- ha perso credibilità e ha completamente smarrito ogni idea di chiarezza sulla natura e sugli obiettivi delle politiche economiche nel prossimo futuro. E non si può perdere ulteriore tempo. Non si può continuare a vivacchiare. La richiesta di cambiamento, d’altronde, non viene solo da noi. Un fetta molto consistente della società, del mondo economico, imprenditoriale e sindacale chiede un esecutivo nuovo che sappia realmente affrontare le questioni che oggi sono drammaticamente sul tappeto”.
“La nostra confederazione -ha concluso il presidente della Cia- continuerà il suo determinato impegno a sostegno del mondo agricolo. Per questo motivo svilupperemo tutte le iniziative necessarie per difendere il lavoro e il reddito degli agricoltori che non possono vivere e operare nella completa incertezza”.
 
 
 

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