Alimentare: l'inganno a tavola costa più di 150 euro a famiglia

L'inganno a tavola costa più di 150 euro a famiglia La Cia commenta i dati dell'VIII Rapporto sulla sicurezza alimentare.

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Argomenti commercio, economia

25/ott/2011 13.13.38 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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L’inganno a tavola costa più di 150 euro a famiglia
 
La Cia commenta i dati dell’VIII Rapporto sulla sicurezza alimentare. Apprezzamento per l’azione delle forze dell’ordine contro truffe e contraffazioni. Serve “tolleranza zero” verso chi sofistica i cibi, mettendo a rischio la salute dei cittadini e minando la credibilità del sistema agroalimentare italiano.
 
        Supera le 150 euro l’anno per ogni famiglia italiana il danno provocato dalle frodi e dalle sofisticazioni alimentari. Un vero e proprio inganno a tavola che genera un business illegale di oltre 2 miliardi di euro, pagato non soltanto dai consumatori ma anche dagli agricoltori. Si tratta infatti di alimenti “pericolosi” che valgono poco meno del 5 per cento della produzione agricola nazionale. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori commentando l’VIII Rapporto sulla sicurezza alimentare “Italia a tavola 2011” di Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino.
        E’ troppa la merce che entra “clandestinamente” e attraverso strane “triangolazioni”, ma la cosa più grave è che così sui banchi di vendita arrivano prodotti alimentari di scadente qualità e soprattutto non sicuri sotto l’aspetto della salubrità. Ci troviamo a fronteggiare -avverte la Cia- una vera invasione di prodotti che, poi, grazie all’incessante opera delle forze dell’ordine, in tantissimi casi vengono sequestrati. Però molti finiscono sulle nostre tavole, anche a causa della crisi che spinge i consumatori ad acquistare prodotti a basso costo e di dubbia provenienza.
Il fenomeno della truffa a tavola, d’altra parte, è molto sentito dai nostri connazionali.      Basti rilevare -sottolinea la Cia- che nove italiani su dieci vogliono un’etichetta chiara dove risulti l’indicazione d’origine. Non solo: l’83 per cento preferisce il prodotto nazionale, specialmente se tipico e tradizionale, il 62 per cento ritiene che il biologico sia più sicuro, il 75 per cento considera le Dop e le Igp prodotti di grande qualità e sicurezza. In più, l’86 per cento degli italiani dice “no” agli Ogm, mentre l’84 per cento vorrebbe meno passaggi dal campo alla tavola.
        Ecco perché -conclude la Cia esprimendo apprezzamento per i sequestri e l’opera di tutela condotta dall’Arma dei carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dalla Forestale- è essenziale continuare a usare “tolleranza zero” nei confronti di chi sofistica e inquina gli alimenti, rendendo sempre più rigorosi i controlli e salate le sanzioni. Anche perché gli inganni a tavola non mettono solo a rischio la salute dei consumatori, ma minano la credibilità dell’intero settore agroalimentare italiano, conquistata negli anni grazie all’elevata qualità dei suoi prodotti tipici e certificati.

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