Legge stabilità: bene la vendita dei terreni agricoli dello Stato. Accolta la proposta dei giovani Agia-Cia . Ora procedure rapide e trasparentizzz

10/nov/2011 14.54.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Legge stabilità: bene la vendita dei terreni agricoli dello Stato. Accolta la proposta dei giovani Agia-Cia. Ora procedure rapide e trasparenti
 
Si tratta di un’opportunità importante per garantire un futuro d’impresa. Il provvedimento è contenuto nel “Progetto” predisposto dall’Associazione dei giovani imprenditori e sottoposto nei mesi scorsi all’attenzione delle istituzioni e alle forze politiche. Bisogna evitare azioni speculative.
 
“Un provvedimento che fa propria una nostra esplicita richiesta formulata da tempo e che, quindi, riteniamo vada nella giusta direzione”. Così l’Associazione giovani imprenditori (Agia) della Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la misura, contenuta nel maxi-emendamento alla legge di stabilità, che dispone la vendita da parte del Demanio di terreni agricoli di proprietà dello Stato ai giovani agricoltori.
Si tratta di un intervento che -afferma l’Agia-Cia- può dare risposte importanti ai tanti giovani che vogliono continuare o intraprendere l’attività agricola. Adesso, dopo l’approvazione definitiva del maxi-emendamento, è però essenziale che si proceda rapidamente ai previsti decreti che il ministero delle Politiche agricole, alimentare e forestali dovrà predisporre d’intesa con il dicastero dell’Economia e delle Finanze.
Insomma, serve una procedura veloce e soprattutto trasparente per favorire realmente il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, sia nella trattativa privata (per i terreni di valore inferiore ai 400 mila euro) che nell’asta pubblica. Bisogna, infatti, evitare che nella vendita s’inseriscano speculatori.
Per questa ragione l’Agia chiede una maggiore concertazione con le parti interessate dal provvedimento, in modo che i giovani agricoltori possano usufruire concretamente di questa opportunità che, se ben gestita, può garantire un futuro di certezza all’imprenditore, a chi realmente coltiva la terra, oltre che portare nelle tasche dello Stato circa 6 miliardi di euro.
L’Agia ricorda che questa misura è contenuta nel “Progetto giovane” predisposto dall’Associazione per favorire il ricambio generazionale in agricoltura, sottoposto nei mesi scorsi all’attenzione delle istituzioni e delle forze politiche. Un documento che si pone tre essenziali obiettivi. Primo, l’accesso al fattore terra (si propone la costituzione di un’Agenzia per il riordino fondiario con il compito di elaborare, gestire e facilitare progetti di riordino fondiario su terreni pubblici -demaniali e degli enti- e anche privati resi liberi per la successiva assegnazione ai giovani; secondo, l’accesso al capitale finanziario (si propone la costituzione di società miste giovani e anziani, in cui l’anziano proprietario titolare dell’azienda entra in società con il giovane); terzo, facilitare il fare impresa attraverso l’accesso al mercato, la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata, il supporto alla gestione.
Per quanto concerne la semplificazione amministrativa, l’Agia-Cia propone la creazione di una banca dati delle informazioni amministrative delle imprese agricole attive. In particolare, dovrà essere riconosciuto, da parte della pubblica amministrazione, il fascicolo aziendale come banca dati per tutte le richieste e per le prestazioni pubbliche all’impresa stessa.
In merito al fisco e ai contributi vanno privilegiati, secondo l’Agia, i giovani imprenditori e gli agricoltori professionali rispetto a chi detiene un terreno senza finalità produttive o per finalità speculative. Viene proposta l’esenzione totale per almeno quattro anni dal pagamento degli oneri previdenziali e delle tasse e fiscalizzazione degli oneri per la mano d’opera assunta nel caso di giovani che subentrano nella conduzione delle imprese o che intendano intraprendere l’attività agricola.
 

 

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