Turismo Verde-Cia punta sull'agriturismo sociale. Non solo vacanza, ma anche impegno solidale

10/nov/2011 16.19.46 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Turismo Verde-Cia punta sull’agriturismo sociale. Non solo vacanza, ma anche impegno solidale
 
Sabato 12 novembre, nell’ambito di Agri@tour ad Arezzo Fiere, l’associazione organizza un convegno sulla nuova frontiera dell’accoglienza in campagna: non più solo ristorazione e ospitalità, ma uno spazio dove promuovere l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali per le persone diversamente abili o svantaggiate. Il presidente di Turismo Verde, Giuseppe Gandin: la nuova agricoltura, oltre a vino e frutta, produce welfare.    
 
        Può cominciare dalla cura dell’orto o dall’aiuto in cucina il riscatto sociale e il reinserimento lavorativo di persone diversamente abili o svantaggiate. Perché l’agriturismo non è più solo vacanza, ristorazione e ospitalità in campagna: oggi è anche uno spazio solidale dove le persone disagiate possono costruire nuove relazioni sociali, fare terapia con le piante o con gli animali, ritagliarsi un posto nuovo nel mercato del lavoro. E’ questo il succo del convegno “L’agriturismo sociale: il nuovo percorso della multifunzionalità”, che Turismo Verde-Cia terrà sabato 12 novembre alle ore 15 nell’ambito di Agri@tour, il Salone nazionale dell’Agriturismo che comincia domani ad Arezzo.
         “Conformemente agli indirizzi comunitari, l’azienda agricola moderna oggi si delinea come un’azienda multifunzionale - spiega l’associazione agrituristica della Confederazione italiana agricoltori - che può esercitare l’agriturismo, valorizzare e vendere le produzioni tipiche dei territori, proteggere l’ambiente e il suolo e fare inclusione sociale”.
        La nuova agricoltura cioè, “oltre a latte, vino, olio e frutta produce welfare - continua Turismo Verde-Cia - un welfare ‘rigenerativo’ che nell’attuale binomio etica-agricoltura diventa lo strumento migliore per dare nuova vita e nuove risorse al rapporto tra città e campagna. Diventando un soggetto attivo nell’erogazione di servizi al pubblico”.
        Molte aziende e molti agriturismi associati alla Cia hanno già avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura - afferma Turismo Verde - promuovendo l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini) e di aree fragili (montagne e centri isolati) in collaborazione con istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore.
        “Ma c’è ancora tanto da fare - prosegue l’associazione agrituristica della Cia - perché è una realtà nuova, che non ha ancora né numeri precisi né strumenti, regole e norme definite a livello nazionale. Anche per questo il convegno di sabato ad Agri@tour, aperto a operatori del settore e a semplici curiosi, diventa davvero importante: è tempo di far conoscere le esperienze e le pratiche di agricoltura sociale nate nella maggior parte dei casi da percorsi innovativi condotti in autonomia e in forma quasi sempre volontaria da singole aziende o cooperative agricole, in accordo con i servizi sociali territoriali”.
          Nello specifico, dopo l'apertura dei lavori e la definizione di cosa si intende per multifunzionalità e agricoltura sociale da parte di Fabio Panchetti, presidente di Turismo Verde Toscana e vicepresidente nazionale di Turismo Verde, Francesca Durastanti, presidente di AiCare (Agenzia italiana per la Campagna e l'Agricoltura Responsabile ed Etica), nella sua relazione introduttiva illustrerà come e cosa deve fare un'azienda agricola agrituristica che sceglie di intraprendere un percorso etico includendo, nelle attività lavorative, soggetti contrattualmente deboli e svantaggiati. Seguiranno le testimonianze di due operatori agrituristici, Pierangelo Cena, presidente di Turismo Verde Piemonte e Mario Grillo, presidente di Turismo Verde Calabria e vice presidente nazionale di Turismo Verde, che racconteranno le loro esperienze sul territorio relativamente a programmi di inclusione e di didattica. I lavori, coordinati da Rosa Giovanna Castagna, presidente di Turismo Verde Sicilia e vice presidente nazionale di Turismo Verde, saranno conclusi dal presidente nazionale dell'associazione, Giuseppe Gandin.
          “L’agricoltura e l’agriturismo sociale quindi - sottolinea Gandin - rappresentano il contributo che il mondo rurale può offrire al miglioramento della qualità della vita, in chiave terapeutica e di reinserimento lavorativo, delle fasce svantaggiate della popolazione”.
 

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