L’UGL Medici dice no allo smantellamento del SSN

10/nov/2011 18.23.54 UGL MEDICI Contatta l'autore

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In Italia oltre la “fuga” dei cervelli abbiamo anche il problema della “fuga” dal SSN come ha confermato il boom di pensionamenti dei medici del SSN nel 2001, con un +55% rispetto all’anno precedente. A ricordare questa grave anomalia segnalata dall'INPDAP è il Segretario Nazionale UGL Medici, Ruggero Di Biagi. “É una situazione squallida e angosciante nella quale i professionisti del SSN scelgono di “star meglio” andandosene in pensione, fuggendo dal default finanziario delle Regioni e dello Stato e dallo sfascio organizzativo delle AA.SS.LL. - sottolinea Di Biagi – con un ulteriore aggravamento delle condizioni operative di chi rimane in trincea, in ragione del famigerato blocco del turnover. Dispiace molto affermarlo – conclude il Segretario Nazionale UGL Medici – ma in questi ultimi tempi mai nessun governo “brunettiano” ha fatto cosí tanto contro la sanità e cosí male, producendo nelle varie manovre finanziarie, modifiche confusionarie dell’etá pensionabile prevedendo la folle possibilitá di rottamare medici a 58/59 anni, il blocco dei contratti per 4 anni (solo nel pubblico), la soppressione del contratto 2010-2012 (solo nel pubblico), il taglio del 5% o 10% sugli stipendi piú alti (sempre e solo nel pubblico) il sequestro del TFR per oltre 50 mesi, la pura discrezionalità delle Direzioni Generali di revocare incarichi ai dirigenti anche senza valutazione, la sottostima e il taglio dei finanziamenti al SSN...! Nell'evidente intento di smantellamento dello stesso a favore della sanitá privata: si salvi chi puó!

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