Benzina: il nuovo record del gasolio lo pagano le famiglie a tavola e gli agricoltori sui campi

Benzina: il nuovo record del gasolio lo pagano le famiglie a tavola e gli agricoltori sui campi.

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Argomenti agricoltura, economia, commercio

15/nov/2011 13.14.23 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: il nuovo record del gasolio lo pagano le famiglie a tavola e gli agricoltori sui campi
 
Gli italiani oggi spendono più per carburanti, trasporti ed energia che per alimentari e bevande. Mentre nelle campagne gli imprenditori vedono schizzare in alto i costi di produzione.  
 
        Il gasolio continua la sua corsa e raggiunge oggi il nuovo record storico a 1,570 euro a litro. Con conseguenze disastrose sulla spesa degli italiani e sui conti già “in rosso” degli imprenditori agricoli. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
        Fino a un anno fa la quota di spesa per generi alimentari e bevande rappresentava un quarto della spesa complessiva delle famiglie italiane. Da inizio anno -spiega la Cia- questa quota sta andando pian piano riducendosi: colpa del “caro-petrolio” che costringe i consumatori a togliere soldi a beni essenziali come pane, pasta e carne e destinarli invece ad altri capitoli di spesa. La conseguenza è che oggi il budget che ogni famiglia destina ad alimentari e bevande è sceso a 467 euro al mese, superato in volata da quello per carburanti, trasporti ed energia elettrica, che è salito a 470 euro mensili.
        Ma non solo per i consumatori -continua la Cia- anche per gli agricoltori si tratta di una nuova stangata e di un colpo durissimo. Il gasolio, infatti, è “re” nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento delle serre, ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici come i trattori. In più si fa indispensabile nei lunghi mesi in cui si avvicendano operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Solo a settembre (ultimo dato disponibile), i rincari dei carburanti hanno fatto salire del 6,5 per cento annuo i costi di produzione degli agricoltori.
        Purtroppo -avverte la Cia- se la situazione non torna presto alla normalità, c’è il fondato pericolo che migliaia di imprese possano uscire dal mercato. Non riuscendo più a sostenere una realtà produttiva fatta di costi in continua crescita mentre prezzi sui campi e redditi restano fermi al palo.

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