Inflazione: prezzi bollenti a ottobre, gli effetti della manovra ricadono anche sugli alimentari

16/nov/2011 12.41.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: prezzi bollenti a ottobre, gli effetti della manovra ricadono anche sugli alimentari
 
Secondo la Cia, l’aumento dell’Iva di un punto percentuale e i ritocchi delle accise sui carburanti hanno spinto in alto i listini al supermercato di cibo e bevande. Ma così si deprimono ulteriormente i consumi delle famiglie, già fermi al palo da oltre un anno.
 
        Non si ferma la corsa dell’inflazione, che a ottobre sale al 3,4 per cento toccando i massimi da ottobre 2008. Pesano sia l’incremento dell'Iva di un punto percentuale sia i ritocchi delle accise sui carburanti, con effetti a cascata su tutti i beni di largo consumo. Compresi gli alimentari. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati definitivi diffusi oggi dall’Istat.
        A ottobre la benzina arriva al 17,8 per cento e il gasolio addirittura al 21,2 per cento. Ma aumentando il costo del pieno per camion e tir -osserva la Cia- aumentano di conseguenza i prezzi finali dei prodotti che questi mezzi trasportano. Inclusa la stragrande maggioranza dei generi alimentari, nonostante mantengano l’Iva al 4 per cento.
        E infatti -ricorda la Cia- i prezzi degli alimentari salgono dello 0,5 per cento rispetto a settembre e del 2,5 per cento nel confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso. Tra l’altro, a subire incrementi importanti sono anche prodotti di prima necessità come pane e pasta (per entrambi più 0,3 per cento congiunturale e, rispettivamente, più 2,8 per cento e più 1,3 per cento rispetto a ottobre 2010), formaggi e latticini (più 0,3 per cento su settembre e più 5,2 per cento sull’anno) e carne rossa (più 0,5 per cento congiunturale e più 2,4 per cento in termini tendenziali). “Boom” anche per caffè e zucchero, che registrano aumenti al supermercato pari al più 1 per cento per entrambi su settembre e, rispettivamente, al più 15,8 per cento e al più 16,1 per cento su base annua.
        Si tratta di un vero e proprio salasso per le famiglie, alle prese con il calo del potere d’acquisto e redditi inadeguati -evidenzia la Cia-. Ma così si rischia di deprimere ancora di più i consumi già allo stallo. Gli effetti della manovra insomma, assieme al pericolo di speculazioni e di rialzi di prezzo ingiustificati, possono davvero portare l’Italia a pagare un conto salatissimo, allontanando ancora di più la speranza di una ripresa economica.   

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