Comunicato stampa

18/nov/2011 17.39.43 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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N. 479                                                                                  18 novembre 2011

Pac: il commissario Ue Ciolos incontra a Roma i vertici della Cia
Il presidente Politi ribadisce: al centro della riforma le imprese agricole
 
La Confederazione ha espresso all’esponente comunitario, che si è detto aperto al dialogo, alcune perplessità riguardo alla proposta della Commissione. Pesanti i tagli per l’Italia. Correzioni indispensabili. Evidenziata l’esigenza di un negoziato sereno e responsabile per dare garanzie e certezze agli agricoltori. Particolare attenzione all’efficienza di mercato, al rafforzamento delle organizzazioni di produttori, al ricambio generazionale, alla volatilità prezzi e a misure contro le crisi.
 
Efficienza del mercato, rafforzamento delle organizzazioni di produttori, diffusione dell’economia contrattuale, misure per favorire il ricambio generazionale, sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato. Sono queste le priorità che deve contenere la riforma della Pac 2014-2020 e che sono state ribadite oggi a Roma dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori al commissario Dacian Ciolos durante un incontro con il presidente Giuseppe Politi e i vertici dell’Organizzazione (Giunta nazionale e quadri dirigenti).
E’ stato lo stesso presidente Politi a illustrare all’esponente comunitario le proposte della Confederazione che fanno parte di un documento unitario del mondo agricolo, cooperativo e del sindacato dei lavoratori.
Il presidente della Cia ha mosso i rilievi alla proposta di riforma formulata dalla Commissione Ue. “C’è bisogno -ha affermato- di correzioni proprio per garantire un futuro di certezze agricoltori. L’ l’Italia non può accettare una redistribuzione dei fondi del I pilastro che peggiori ulteriormente la sua posizione finanziaria, con una riduzione del 6,9 per cento del budget di risorse”.
“Per questa ragione al commissario Ciolos -ha aggiunto Politi- abbiamo sollecitato un confronto sereno e responsabile sulla riforma Pac post 2013, proprio per garantire un futuro di equità e sviluppo all’agricoltura europea”.
L’esponente Ue si è detto aperto al dialogo, riaffermando quanto sostenuto alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato: ''Non chiuderò la riforma della Politica agricola comunitaria senza che a bordo ci sia anche l'Italia''.
“La futura politica agricola comune dovrà, comunque, porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico -ha ricordato il presidente della Cia- dovrà essere destinato agli agricoltori professionali e alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie”.  
A tal proposito, il presidente della Cia ha ricordato le indicazioni contenute nel documento unitario delle organizzazioni agricole italiane. In esso, infatti, si sottolinea l’esigenza di favorire lo sviluppo di un’agricoltura competitiva e sostenibile, di innovare e migliorare le condizioni per la commercializzazione, la programmazione e la gestione dell’offerta, di rispondere alla domanda di informazione e di trasparenza dei mercati e dei prodotti, da parte dei consumatori, di creare le condizioni giuridiche per  la gestione da parte degli  agricoltori di filiere corte e trasparenti e di promuovere e qualificare l’occupazione agricola autonoma e dipendente.
 “Dunque, la nuova Pac -ha concluso Politi- deve essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Deve finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi”.
Gli interventi devono tenere in considerazione il differenziale di competitività a carico degli agricoltori europei, il valore delle produzioni, la quantità e la qualità del lavoro dipendente e autonomo, gli svantaggi naturali, gli impegni in campo ambientale e forestale, al fine di evitare fenomeni di dumping sociale, ambientale e sanitario.

 

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