Maltempo: non c'è più tempo da perdere , urgente adottare politiche di prevenzione del territorio

Maltempo: non c'è più tempo da perdere, urgente adottare politiche di prevenzione del territorio.

Persone Giorgio Napolitano, Corrado Clini
Luoghi Sicilia, Calabria
Organizzazioni CIA
Argomenti politica, agricoltura, ecologia, istituzioni

24/nov/2011 16.17.07 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: non c’è più tempo da perdere, è urgente adottare politiche di prevenzione del territorio
 
Per la Cia occorre un’azione programmata e condivisa di Governo e Regioni, volta all’attività di prevenzione dei disastri naturali e alla messa in sicurezza delle zone a più alto rischio idrogeologico. Bisogna garantire alle imprese agricole la fondamentale attività di presidio e manutenzione del suolo, soprattutto nelle aree marginali.
 
        Non c’è più tempo da perdere. Quello che sta accadendo in questi giorni in Calabria e in Sicilia rilancia l’assoluta urgenza di una vera politica di salvaguardia dell’ambiente. I disastri provocati dal maltempo, con frane, smottamenti, esondazioni, dimostrano quanto sia necessario agire al più presto per risolvere il problema del dissesto idrogeologico, che riguarda il 9,8 per cento della superficie del nostro Paese e ben 6.633 comuni, pari all’81,9 per cento del totale. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.
        Già ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha richiamato l'esigenza di adeguate politiche di prevenzione del territorio, cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e di controllo delle situazioni a rischio -ricorda la Cia-. Noi aggiungiamo che una nuova politica di tutela ambientale dovrà garantire il presidio da parte dell’agricoltore, la cui opera di manutenzione è fondamentale, soprattutto nelle aree marginali di collina e di montagna.
          D’altra parte, negli ultimi quarant’anni il rapido processo di urbanizzazione, che ha significato la perdita di quasi il 30 per cento delle campagne -spiega la Cia- spesso non è stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque. Purtroppo oggi i guasti di questo disinteresse si ripropongono ciclicamente in maniera drammatica.
          Ecco perché adesso serve una rinnovata attenzione -ribadisce la Cia-. Occorre un’azione coordinata, programmata e condivisa di Governo e Regioni volta all’attività di prevenzione dei disastri naturali e di messa in sicurezza delle zone a più alto rischio idrogeologico. Bisogna superare atteggiamenti superficiali e cominciare a lavorare tutti insieme per assicurare un territorio tutelato e al tempo stesso produttivo.

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