Maltempo: subito una legge per la ristrutturazione del territorio La Cia rilancia la sua proposta del 1994 con oltre 65 mila firme raccolte e che ancora oggi è di grande attualità

Maltempo: subito una legge per la ristrutturazione del territorio La Cia rilancia la sua proposta del 1994 con oltre 65 mila firme raccolte e che ancora oggi è di grande attualità.

Persone Giuseppe Politi
Luoghi Veneto
Organizzazioni Camera dei deputati, CIA
Argomenti politica, parlamento, istituzioni

25/nov/2011 12.29.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: subito una legge per la ristrutturazione del territorio
La Cia rilancia la sua proposta del 1994 con oltre 65 mila
firme raccolte e che ancora oggi è di grande attualità
 
Il presidente Giuseppe Politi annuncia: riporteremo al più presto la nostra iniziativa in Parlamento. Occorre valorizzare il ruolo primario dell’agricoltura per un effettivo riequilibrio territoriale, produttivo e sociale. Un’azione incisiva per sconfiggere la cementificazione selvaggia e speculativa, per contrastare il degrado ambientale e l’abbandono delle zone collinari e montane da parte del produttore agricolo.
 
Serve subito una nuova legge per la ristrutturazione del territorio. E la Cia-Confederazione italiana agricoltori rispolvera una proposta di iniziativa popolare presentata alla Camera dei Deputati nel giugno del 1994 con la raccolta di oltre 65 mila firme. Una proposta che, nonostante siano passati più di 17 anni, appare ancora estremamente attuale, soprattutto davanti ai recenti disastri provocati dal maltempo proprio a causa della mancata manutenzione del suolo, del degrado, della cementificazione selvaggia e abusiva, dell’incuria ambientale, dell’abbandono delle zone collinari e montane dove è venuto meno il fondamentale presidio dell’agricoltore.
“Siamo pronti -ha annunciato il presidente della Cia Giuseppe Politi- ha ripresentare la nostra proposta in Parlamento. Servono poche correzioni, anche perché in questi anni poco è cambiato in fatto di tutela e salvaguardia. Non sono state prese misure efficaci. E’ mancata soprattutto una politica per il territorio. Le vicende tragiche di queste ultime settimane e quanto di drammatico avvenuto in 17 anni di totale incuria e di devastazione del territorio non consentono ulteriori indugi. Occorre porre immediato riparo e lavorare in tempi veloci per costruire un sistema ambientale realmente sostenibile, valorizzando il ruolo primario dell’agricoltura quale volàno di riequilibrio territoriale, produttivo e sociale”.
“Contiamo di presentare la nostra iniziativa -ha aggiunto Politi- prima della fine dell’anno, in modo che possa trovare pronto accoglimento dal Parlamento. D’altra parte, quella del territorio e del suo assetto equilibrato, è una sfida di grande rilevanza che va affrontata con la dovuta concretezza. Una sfida che dobbiamo assolutamente vincere, altrimenti saremo costretti a registrare altre tragedie, altre vittime innocenti, provocate dal disinteresse e da chi vuole soltanto speculare e trarre profitti illeciti sulla pelle della gente”.
“In questi anni -ha sostenuto il presidente della Cia- non c’è stata alcuna tutela del territorio. Gli interventi sono stati totalmente insufficienti. Più della metà dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. Frane, alluvioni, smottamenti sono un pericolo incombente, specialmente nelle aree marginali di collina e di montagna. Poco si è fatto per evitare l’abbandono da parte degli agricoltori, la cui opera di presidio e di manutenzione in certe zone è fondamentale. In poco di meno di dieci anni proprio l’agricoltura ha perso una superficie di terra coltivabile di oltre 19 mila Kmq, un territorio pari a quanto l’intero Veneto”.
“E così i disastri si susseguono con un crescendo pauroso. I danni diventano incalcolabili. Serve, quindi, una rinnovata attenzione. Occorre una politica -ha avvertito Politi- con la quale puntare ad una vera salvaguardia del territorio con risorse adeguate. Una politica che garantisca il presidio da parte dell’agricoltore, la cui attività è fondamentale in particolare nelle zone marginali. Bisogna varare interventi concreti per mettere in sicurezza interi paesi minacciati da frane e da smottamenti. Il problema della tutela del territorio non è certo marginale. E’ un problema di grande priorità e nazionale. Per questo motivo con la nostra iniziativa vogliamo dare un contributivo fattivo. La ristrutturazione del territorio è una vera sfida di civiltà”.
 
 
-In allegato la Proposta di legge di iniziativa popolare concernente la ristrutturazione del territorio nazionale e il potenziamento dell’agricoltura territoriale, produttivo e sociale presentata dalla Cia alla Camera nel giugno 1994.
 
 

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