Inflazione: a novembre rallenta, ma il "caro-carburante" tiene caldi i prezzi alimentari

30/nov/2011 13.09.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: a novembre rallenta, ma il “caro-carburante” tiene caldi i prezzi alimentari
 
Secondo la Cia, in questo modo si deprimono ulteriormente i consumi delle famiglie, già alle prese con un calo del potere d’acquisto e salari che crescono molto meno del tasso d’inflazione (più 1,7 per cento contro più 3,3 per cento). C’è bisogno di adeguati controlli sulle tariffe per evitare speculazioni. 
 
        A novembre l’inflazione rallenta la sua corsa, scendendo al 3,3 per cento su base annua e registrando un calo dello 0,1 per cento rispetto a ottobre. Ma è una frenata davvero troppo lieve che certo non fa la differenza per i consumatori. I prezzi del  gasolio e della benzina restano molto alti (rispettivamente più 21,2 per cento e più 16,6 per cento) e inevitabilmente si scaricano su tutti i beni che vengono trasportati, anche quelli che non sono coinvolti direttamente dall’aumento dell’Iva. Come la stragrande maggioranza dei prodotti alimentari. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
        Infatti, i prezzi sugli scaffali di cibo e bevande crescono dello 0,7 per cento rispetto a ottobre e del 3,1 per cento nel confronto con novembre 2010. E a subire incrementi tendenziali notevoli -evidenzia la Cia- sono anche prodotti di larghissimo consumo come formaggi e latticini (più 5,1 per cento), carne bovina (più 2,6 per cento) e suina (più 1,7 per cento), frutta (più 2,3 per cento). Ma un vero e proprio “boom” si registra soprattutto per zucchero e caffè, con rincari record al supermercato pari rispettivamente al più 17,2 per cento e al 16,5 per cento.
        E’ un vero e proprio salasso per le famiglie -sottolinea la Cia- che già devono fare i conti con il calo del potere d’acquisto e con salari inadeguati che crescono molto più lentamente del tasso d’inflazione. Continuando così, i consumi degli italiani non usciranno mai dalla fase depressiva in cui si trovano da oltre un anno e la speranza di ripresa economica si allontanerà ancora di più. Ecco perché ora il governo deve agire in fretta, avviando controlli sull’aumento spesso ingiustificato delle tariffe, per esempio quelle dei carburanti, e contrastando con ogni mezzo volontà di tipo speculativo.

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