Manovra: d'accordo sul rigore, ma per le imprese agricole ci sono pesanti costi e niente per la crescita. Appello a Governo e Parlamento ad accantonare le decisioni sui fabbricati rurali

15/dic/2011 12.31.19 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Manovra: d’accordo sul rigore, ma per le imprese agricole
ci sono pesanti costi e niente per la crescita. Appello
a Governo e Parlamento ad accantonare le decisioni sui fabbricati rurali
 
Il presidente Giuseppe Politi all’Assemblea nazionale della Cia ribadisce il giudizio negativo su misure che si abbattono in modo duro sugli agricoltori. Preoccupanti le conseguenze dell’aumento delle imposte. Sollecitata l’apertura di un Tavolo di confronto. Al premier Monti le organizzazioni professionali hanno consegnato un documento unitario che contiene proposte, anche a “costo zero”, che possono, se attuate, ridare slancio all’attività imprenditoriale.
 
          “Siamo stati i primi a sostenere con grande senso di responsabilità la necessità di un’equa linea di rigore, di misure efficaci per risanare la nostra economia. Abbiamo ribadito che l’agricoltura era pronta a fare sino in fondo la sua parte con serietà. Ma davanti alla manovra del governo corretta dalla Camera, non possiamo che evidenziare tutto il nostro malcontento. Per le imprese agricole ci sono ulteriori pesanti costi. Nessun intervento mirato alla crescita. I produttori agricoli pagano un dazio molto pesante che rischia di compromettere il loro già incerto futuro. Sul fronte delle pensioni (salvate quelle fino a 1.400 euro dal blocco dell'indicizzazione fino a tutto il 2013) e dei terreni agricoli è stato compiuto un primo passo, ma occorre fare di più. Cogliamo l’occasione per rivolgere un accorato appello a Governo e Parlamento ad accantonare la decisone sull’Imu dei fabbricati rurali e sulla rivalutazione degli estimi catastali. Nello stesso tempo ribadiamo il nostro impegno responsabile e sollecitiamo che, comunque, venga aperto un Tavolo di confronto presso il ministero delle Politiche agricole, di concerto con il dicastero dell’Economia, per affrontare questa delicata tematica e per superare le lacune, le contraddizioni e la pesantezza del provvedimento nei confronti del settore primario”. Lo ha sostenuto il presidente Giuseppe Politi all’Assemblea nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, tenutasi questa mattina a Roma, che ha affrontato e discusso le principali questioni con le quali le aziende sono attualmente costrette a confrontarsi.
“Costi produttivi, oneri contributivi, burocrazia, imposte, gravami fiscali. La manovra -ha sottolineato Politi- riserva amare sorprese per le imprese agricole. Il maxi-emendamento ha addirittura aggravato il già pesante fardello per gli agricoltori. Le misure per i fabbricati rurali avranno riflessi devastanti. C’è il fondato pericolo di un lungo e tormentato contenzioso con i comuni sull’Imu. I produttori potrebbero essere costretti a pagare imposte a cifre insostenibili. Il che metterebbe praticamente fuori mercato tantissime aziende che già sono oppresse da spese che hanno dimezzato i redditi. Da qui il nostro vibrante appello alle istituzioni”.
“Apprezziamo, comunque, quanto è stato fatto per le pensioni e per i terreni agricoli con l’emendamento che riduce a 110 il moltiplicatore da applicare ai redditi dominicali. Una misura quest’ultima con la quale -ha detto il presidente confederale- si dà pieno valore all’attività dell’imprenditore agricolo. Tuttavia, pur essendo provvedimenti importanti, restano ancora insufficienti e il percorso avviato deve essere necessariamente proseguito”.
“Dalla manovra l’agricoltura esce più povera. A vedere certe misure -rimarca il presidente della Cia- possiamo con certezza affermare che gli agricoltori pagano a caro prezzo il risanamento del Paese. Lo pagano due volte, come semplici cittadini e come imprenditori, con l’aggravante di dover operare senza alcuna prospettiva sotto la ‘spada di Damocle’ della recessione. Il nostro non è pessimismo, ma semplice realismo. I fatti dicono questo”.
“Gli agricoltori -ha rilevato Politi- non possono essere tartassati in questo modo. Indubbiamente sono consapevoli dell’esigenza dei sacrifici, ma questi non possono essere a senso unico. Reclamano giustamente gli strumenti indispensabili per riprendere la strada della crescita e della competitività. Ma la manovra, al momento, gli nega questa opportunità. In essa non troviamo traccia di misure finalizzate allo sviluppo. E questo ci pare molto grave”.
“Per tale ragione -ha affermato il presidente della Cia- chiediamo al premier Monti di prendere in seria considerazione i gravissimi problemi delle imprese agricole. Nel corso delle consultazioni, insieme a Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, abbiamo presentato un documento unitario in cui sono contenute richieste, anche a ‘costo zero’, per ridare vigore alle imprese agricole, per ridurre l’alto costo della burocrazia, per difendere e rilanciare l’agroalimentare ‘made in Italy’. Siamo disposti al sacrificio, ma vogliamo che le nostre legittime istanze di decine di migliaia di imprese agricole vengano ascoltate e recepite”.

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