Agricoltura: il sindaco di Roma Gianni Alemanno firma la "Carta di Matera" della Cia

19/dic/2011 12.54.22 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: il sindaco di Roma Gianni Alemanno firma la “Carta di Matera” della Cia   
 
Oggi in Campidoglio la sottoscrizione del documento della Confederazione con cui si intende stringere un “patto” tra agricoltori, comuni, province e regioni. Il presidente Politi: dalle campagne un contributo fondamentale allo sviluppo del Paese. Arriva l’intesa con la capitale più agricola d’Europa, una tappa importante per il nuovo corso del settore.     
 
        Stringere un patto di alleanza per “un futuro con più agricoltura”. Non è fantasia, ma quello che hanno fatto oggi in Campidoglio il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi. Il “patto” siglato si chiama “Carta di Matera” ed è il manifesto programmatico delineato dalla Confederazione con l’obiettivo di costruire una nuova politica agraria nazionale partendo dal territorio e, quindi, dal supporto degli enti locali.
        “Nel nostro Paese -ha affermato Politi- oggi più che mai è fondamentale confermare i valori del mondo agricolo e rinnovare la consapevolezza delle sue funzioni essenziali e dei servizi che offre a beneficio di tutti. E la “Carta di Matera”, nata poco più di un anno fa nella ‘Città dei Sassi’, ha proprio lo scopo di dare attuazione a un vero e proprio ‘Patto con la società’, che abbia a riferimento le funzioni produttive, di tutela ambientale e salutistiche che il settore agricolo svolge, e che trovi adeguata declinazione nelle sensibilità, nei poteri e nella operatività delle amministrazioni locali, a partire dalla convinzione di una comune azione di contrasto della criminalità organizzata e a favore della legalità”.
        Sono già tantissimi gli enti locali che hanno sottoscritto la “Carta di Matera” della Cia: “il risultato finora ottenuto dalla ‘Carta’ -ha spiegato il presidente della Cia- è di grandissimo valore e soprattutto di riconoscimento delle nostre scelte”.
        Oggi “la sigla del nostro documento anche da parte del sindaco Gianni Alemanno è motivo di rinnovato orgoglio e soddisfazione -ha sottolineato Politi- poiché coinvolgiamo nel progetto Cia la capitale più agricola d’Europa. Per noi, dunque, Roma rappresenta una tappa fondamentale del nostro cammino per gettare le basi di un nuovo corso del settore”. L’agricoltura, del resto, “può dare un contributo importante alla ripresa e allo sviluppo del Paese, anche dal punto di vista occupazionale. Ma bisogna lavorare per valorizzarla di più, affinché venga riconosciuta da tutti come risorsa”.
        Intanto “il successo che abbiamo raccolto in questi mesi ci sprona a proseguire su questa strada con incisività -ha concluso il presidente della Confederazione- coinvolgendo un numero sempre maggiore di comuni, province e regioni. Tanto più che la firma della ‘Carta’ non è un semplice atto formale da parte delle amministrazioni locali. Da parte loro c’è un preciso impegno per garantire all’agricoltura i sostegni e gli strumenti necessari per crescere, in modo da assicurare uno sviluppo equilibrato e compatibile dei territori”.
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APPROFONDIMENTO - Cosa c’è nella “Carta di Matera”
 
Nel dettaglio, la “Carta di Matera” della Cia promuove un “patto” tra le organizzazioni degli agricoltori e gli amministratori locali che si fonda su principi come la rivalutazione dell’attività agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia del suolo e dell’ambiente e la valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio. Non dimenticando la diffusione prioritaria dei servizi e la semplificazione della macchina burocratica senza le quali le imprese agricole non vanno avanti.
1- La valorizzazione dell’attività agricola:
Le amministrazioni locali si impegnano a sostenere, valorizzare e difendere i benefici economici, sociali e territoriali che l’agricoltura porta con sé.
2- La salvaguardia del terreno agricolo:
Occorre fermare l’erosione costante e irreversibile della superficie agricola, dovuta a un uso dissennato e confuso del suolo agrario e alle opere di urbanizzazione. Si tratta di dare dimensione stabile, condivisa e universale, a una gestione programmata del territorio, compatibile con le esigenze delle aziende, anche per quanto riguarda gli investimenti per le energie rinnovabili. Infine bisogna preservare il paesaggio agrario e gestire in maniera organica i terreni demaniali.
3- La diffusione dei servizi per le aziende e i territori rurali/Semplificazione dei rapporti con le amministrazioni locali:
E’ auspicabile il rafforzamento delle infrastrutture civili, sociali e di servizio alle imprese agricole, per favorire un equilibrato sviluppo delle aree rurali: welfare locale, servizi sanitari, infrastrutture di comunicazione informatica e per la mobilità delle merci e delle persone. E’ altresì necessario il rafforzamento della macchina amministrativa per ottenere migliori servizi a fronte di una più equa e sostenibile gestione di tributi, tariffe e fiscalità di carattere locale. Le aziende richiedono alla PA più efficienza di funzionamento. Quanto ai comuni, al fine della semplificazione, possono operare con iniziative come la messa in funzione dello Sportello unico per le imprese. Bisogna infine valorizzare l’agricoltura come funzione sociale e di accoglienza: si pensi agli “agriasili” o alle fattorie didattiche.
4- La valorizzazione del rapporto cibo/territorio:
Per difendere e promuovere l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana occorre salvaguardare la tradizione, organizzarla con adeguate forme di tutela e farne strumento di sviluppo economico per imprese e comunità locali.         

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