Crisi: con il "milleproroghe" bloccare le misure sui fabbricati rurali e i terreni agricoli. Sono devastanti per le imprese. Subito interventi mirati per la crescita e la competitivitàsui mercati

Crisi: con il "milleproroghe" bloccare le misure sui fabbricati rurali e i terreni agricoli.

Persone Monti, Giuseppe Politi, Mario Catania
Luoghi Roma
Organizzazioni Comunicazione, Unione Europea, Ministero dell'agricoltura e delle foreste, CIA
Argomenti politica, agricoltura, economia, impresa, istituzioni, ministeri

19/dic/2011 15.36.17 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi: con il “milleproroghe” bloccare le misure sui fabbricati
rurali e i terreni agricoli. Sono devastanti per le imprese. Subito
interventi mirati per la crescita e la competitività sui mercati
                                                                                                 
I dirigenti della Cia incontrano il ministro Catania: avviare un tavolo di confronto
 
Il presidente Giuseppe Politi: non si possono tassare in maniera così pesante strumenti di lavoro e il “bene terra” indispensabile per produrre derrate alimentari. Vanno assolutamente rivisti Imu e aumento egli estimi catastali per l’agricoltura. Ci deve essere equità anche per il settore primario, che con la manovra economica paga un dazio troppo oneroso. “Al responsabile delle Politiche agricole chiediamo di farsi portavoce nel governo delle esigenze di migliaia i agricoltori, oggi sempre più nel dramma”. Verso la nuova Pac con un progetto di politica agraria nazionale.
 
“Uno strumento di lavoro, come la stalla, il magazzino, la cascina, o il ‘bene terra’ indispensabile per produrre derrate alimentari non possono avere una tassazione così pesante. Le conseguenze per le imprese agricole sarebbero devastanti. Per questo motivo rinnoviamo l’invito affinché le misure relative all’Imu e agli aumenti catastali per i fabbricati rurali e per i terreni agricoli vengano bloccate con l’annunciato decreto ‘milleproroghe’ e venga subito aperto un tavolo di confronto tra organizzazioni agricole e governo per affrontare l’impellente problema e per dare vigore e slancio alla crescita dell’imprenditoria agricola che la manovra economica ha completamente ignorato”. E’ questo l’appello lanciato oggi a Roma dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso dell’incontro tra i dirigenti dell’Organizzazione e il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Mario Catania sui principali temi del settore primario, dalla Pac alla politica agraria nazionale, dai rapporti di filiera ai provvedimenti decisi dall’esecutivo.
E proprio al ministro Catania il presidente della Cia ha chiesto di farsi promotore del tavolo di confronto “che va aperto -ha detto Politi- presso il ministero delle Politiche agricole, di concerto con quello dell’Economia”. “E’ indispensabile -ha aggiunto- correggere misure penalizzanti che avrebbero un costo drammatico per le imprese agricole, che già sono oppresse da oneri produttivi, previdenziali e burocratici pesantissimi. Questo non significa che l’agricoltura si vuole sottrarre dalle proprie responsabilità e che non intende fare la sua parte in un momento in cui si chiedono sacrifici a tutto il Paese. Al contrario siamo pronti a dare il nostro contributo, ma non possiamo accettare provvedimenti che rischiano di mettere fuori mercato migliaia di aziende. Ecco perché sollecitiamo l’avvio di una discussione nella quale affrontare i vari aspetti dei problemi che oggi condizionano il futuro dell’imprenditoria agricola nazionale”.
“La manovra del governo Monti -ha rimarcato il presidente della Cia- riserva, purtroppo, all’agricoltura solo ‘lacrime e sangue’. Gli effetti del cosiddetto decreto ‘Salva Italia’ saranno dirompenti. La situazione per il settore primario rischia di esplodere visto che proprio le aziende agricole sono state ingiustamente escluse dagli interventi a sostegno delle piccole e medie imprese. Sugli agricoltori, peraltro, oltre al fisco, graveranno onerose aliquote contributive”.
“Così non va. Capiamo la gravità della situazione economica e finanziaria, comprendiamo l’esigenza della linea del rigore per risanare il pesante debito pubblico, ma questo -ha avvertito Politi- non può assolutamente tramutarsi in un gioco al massacro per le imprese agricole italiane. Se veramente l’orientamento del governo è quello dell’equità, pretendiamo che questa riguardi anche l’agricoltura. I tempi e i modi per correggere la manovra ci sono tutti. Il decreto ‘milleproroghe’ è l’occasione ideale per dare le risposte opportune alle legittime richieste di migliaia di agricoltori che sono con il fiato sospeso e vivono attualmente la loro esperienza professionale con grande affanno. D’altronde, al premier Monti le organizzazioni agricole hanno presentato un articolato documento unitario che prevede misure per lo sviluppo anche a costo zero. Siamo pronti a discutere con serietà e massima concretezza”.
“Al ministro Catania -ha detto il presidente della Cia- sollecitiamo, quindi, di farsi portavoce presso il governo delle istanze degli imprenditori agricoli italiani e di impegnarsi affinché alle aziende si diano i mezzi e gli strumenti per crescere e competere con efficacia sui mercati”.
Al responsabile delle Politiche agricole la Cia ha anche fatto presente l’esigenza che, accanto ad una forte posizione a livello Ue per tutelare gli interessi degli agricoltori italiani nel difficile confronto sulla Pac post 2013, occorre promuovere un dibattito franco e concreto fra tutti i soggetti della filiera agroalimentare e le istituzioni centrali e locali per un cercare di sviluppare un nuovo progetto di politica agraria. Un percorso che deve avere il suo punto focale nella Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. Appuntamento più volte annunciato, ma mai finora realizzato. Tutto ciò suona come un imperativo categorico, imposto dal dramma economico e sociale in cui vivono migliaia di imprese agricole del nostro Paese”.
 
 
 

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