Commercio: consumi alimentari in lieve ripresa, ma sei famiglie su dieci hanno dovuto cambiare il menù a tavola

Commercio: consumi alimentari in lieve ripresa, ma sei famiglie su dieci hanno dovuto cambiare il menù a tavola.

Organizzazioni ISTAT, CIA
Argomenti commercio, economia, alimenti

22/dic/2011 14.07.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Commercio: consumi alimentari in lieve ripresa, ma sei famiglie su dieci hanno dovuto cambiare il menù a tavola
 
La Cia evidenzia come la crisi economica influisca sempre di più sugli acquisti per il cibo. Gli italiani si rivolgono in maniera crescente ai discount e guardano con grande attenzione alle vendite promozionali.
 
Dopo mesi di continui crolli, i consumi alimentari nel nostro Paese hanno fatto registrare, nello scorso mese di ottobre, una leggera ripresa (più 0,9 per cento), ma sei famiglie su dieci hanno dovuto modificare il menù quotidiano, una famiglia su tre è stata costretta a “tagliare” gli acquisti per la tavola, mentre oltre il 30 per cento è stato obbligato, a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore. Analoga la percentuale di chi si rivolge ormai agli hard-discount (dove gli acquisti sono cresciuti del 2,9 per cento) e guarda esclusivamente alle “promozioni” commerciali, sempre più frequenti soprattutto nella Grande distribuzione. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati resi noti oggi dall’Istat sul commercio al dettaglio.
Sul fronte dei “tagli” -come risulta da una recente indagine della Cia condotta a livello territoriale- si riscontra, in particolare, che negli ultimi dodici mesi il 41,4 per cento delle famiglie italiane ha ridotto gli acquisti di frutta e di verdura, il 37 per cento quelli di pane e il 38,5 per cento quelli di carne bovina, i cui consumi, comunque, mostrano segni di risveglio.
Se invece si analizza la ripartizione geografica, si rileva -sostiene ancora l’indagine Cia- che nelle regioni del Nord il 32 per cento delle famiglie ha limitato gli acquisti; in quelle del Centro la percentuale di chi ha tagliato i consumi sale al 37 per cento. Mentre nel Sud si arriva al 49 per cento.
Per quanto concerne la scelta di prodotti di qualità inferiore, l’orientamento delle famiglie, a livello nazionale, ha riguardato il pane per il 40,2 per cento, la carne bovina per il 46,2 per cento, la frutta per il 44,5 per cento, gli ortaggi per il 39,7 per cento, i salumi per il 32,5 per cento.
In più -aggiunge la Cia- è aumentata la percentuale di famiglie (oltre l’11 per cento del totale) che si rivolge agli hard-discount, anche se gli iper- e i supermercati restano ancora i punti vendita dove si concentra la maggior parte degli acquisti degli italiani con il 69,4 per cento (con punte del 75 per cento nel Centro-Nord).
 
 

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