Benzina: il nuovo record lo pagano le famiglie a tavola e gli agricoltori sui campi

Benzina: il nuovo record lo pagano le famiglie a tavola e gli agricoltori sui campi.

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Argomenti economia, agricoltura, commercio, finanza

29/dic/2011 13.57.04 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: il nuovo record lo pagano le famiglie a tavola e gli agricoltori sui campi
 
Gli italiani oggi spendono più per carburanti, trasporti ed energia che per alimentari e bevande. Mentre nelle campagne gli imprenditori vedono schizzare in alto i costi di produzione.  
 
        Si avvicina Capodanno e con le partenze degli italiani arriva l’ennesimo aumento della benzina, che tocca il nuovo record a 1,722 euro al litro. Con conseguenze disastrose sulla spesa delle famiglie e sui conti già “in rosso” degli imprenditori agricoli. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
        Fino a un anno fa la quota di spesa per generi alimentari e bevande rappresentava un quarto della spesa complessiva delle famiglie italiane. Da inizio anno -spiega la Cia- questa quota sta andando pian piano riducendosi: colpa del “caro-petrolio” e dei continui rialzi delle accise sulla benzina che costringono i consumatori a togliere soldi a beni essenziali come pane, pasta e carne e destinarli invece ad altri capitoli di spesa. La conseguenza è che oggi il budget che ogni famiglia destina ad alimentari e bevande è sceso a 467 euro al mese, superato in volata da quello per carburanti, trasporti ed energia elettrica, che è salito a 470 euro mensili.
        Ma non solo per i consumatori -continua la Cia- anche per gli agricoltori si tratta di una nuova stangata. Solo a ottobre (ultimo dato disponibile) i rincari dei carburanti hanno fatto salire del 7,6 per cento annuo i costi di produzione degli agricoltori. D’altra parte, il gasolio non solo è necessario per il riscaldamento delle serre, ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici come i trattori. E si fa indispensabile nei lunghi mesi in cui si avvicendano operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta.
        Le aziende però non ce la fanno più a sostenere una realtà produttiva fatta di costi in continua crescita e redditi fermi al palo. In più -conclude la Cia- le misure della manovra, che colpiscono non poco gli agricoltori con una sorta di “patrimoniale in campo”, rischia di indebolire ancora di più l'intero settore primario.  

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