Benzina: il "caro gasolio è un colpo di scure per l'agricoltura A rischio chiusura molte serre . Bilanci in "rosso" per le aziende agricole . Subito un "bonus" per evitare il tracollo

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05/gen/2012 12.04.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Benzina: il “caro gasolio è un colpo di scure per l’agricoltura
A rischio chiusura molte serre. Bilanci in “rosso”
per le aziende agricole. Subito un “bonus” per evitare il tracollo
 
La Cia: così si affossa l’imprenditoria del settore primario. La situazione è sempre più insostenibile. A causa dei rincari, negli ultimi tre mesi le imprese hanno dovuto fronteggiare un costo aggiuntivo di circa 500 milioni di euro. Occorrono interventi e agevolazioni: il carburante è uno strumento indispensabile di lavoro per i produttori agricoli.
 
Il rincaro dei carburanti, che hanno toccato nuovi record, si sta tramutando sempre più in un durissimo colpo di scure per l’agricoltura italiana. Per migliaia di imprese i bilanci, proprio a causa dei continui aumenti, sono sempre più in “rosso”. Sono soprattutto i continui incrementi del gasolio (quello agricolo ha ormai oltrepassato l’euro a litro) ad allarmare gli operatori nel settore. Le conseguenze sono devastanti per le serre che, a causa dell’ingente utilizzo di carburante, negli ultimi mesi hanno subito danni drammatici. Ma anche per le altre aziende agricole è profonda emergenza. Secondo le prime stime, i rialzi nell’ultimo trimestre sono costati al mondo agricolo un onere aggiuntivo di circa 500 milioni di euro. E’ quanto denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori seriamente preoccupata da una situazione allarmante per l’imprenditoria agricola, costretta a sostenere pesanti oneri produttivi e contributivi, che con la manovra del Governo Monti lieviteranno in maniera considerevole.
Per la Cia è, quindi, indispensabile intervenire al più presto. Il carburante, e specialmente il gasolio, è uno strumento di lavoro fondamentale non solo per le serre, ma anche per tutte le altre imprese agricole. Serve, ad esempio, per il riscaldamento delle coltivazioni e delle stalle, per le macchine agricole, per l’approvvigionamento dell’acqua, per l’irrigazione dei terreni. Da qui l’esigenza di provvedere con adeguate agevolazioni in modo da consentire ai produttori agricoli di svolgere un’adeguata attività imprenditoriale. La linea di rigore è importante in questo difficile momento congiunturale, ma non si può affossare il lavoro di tantissimi agricoltori.
D’altra parte, va ricordato -rileva la Cia- che la situazione per l’agricoltura è cominciata a diventare difficile fin dal novembre del 2009, quando venne abolita l’agevolazione (la cosiddetta “accisa zero”) sull’acquisto di gasolio per le serre.
Nel 2011, anche a causa del maltempo, è cresciuto di molto il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò ha fatto registrare un incremento di consumi di carburanti, con il relativo aggravio per la gestione aziendale. Non solo. Il periodo delle grandi raccolte, con l’utilizzo massiccio di macchinari, ha provocato problemi di carattere economico per tutte le imprese agricole, che continuano a fare i conti con costi produttivi gravosi, oneri contributivi pesanti e con prezzi sui campi non certo remunerativi.
Per tale motivo, la Cia rinnova l’appello a Governo e Parlamento affinché provvedano, nei confronti del settore primario, all’introduzione di una sorta di “bonus” produttivo sia per le serre che per tutte le aziende agricole, garantendo così costi meno onerosi. Altrimenti, si esce dal mercato con pesanti conseguenze di carattere sociale ed economico.
 
 
 

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